Prima ancora della pasta di zucchero c’erano la pittura, la scultura e uno sguardo allenato a osservare ogni dettaglio della natura. È da qui che parte la storia di Renato Ardovino, tra i pionieri del cake design in Italia e tra i primi a portare sul piccolo schermo un modo nuovo di raccontare la pasticceria: spettacolare nelle dimensioni, minuziosa nell’esecuzione, ma profondamente legata alla manualità artigiana. «Avrei voluto fare il pittore iperrealista, ma la vita mi ha portato verso la ristorazione e la pasticceria», racconta. Il risultato è un linguaggio personale che negli anni ha trovato forma nella pasta di zucchero, nel cioccolato plastico e nell’isomalto.
Dalla TV ai social: come è cambiato il cake design?
«È cambiato tantissimo, e in maniera incredibilmente veloce». Ardovino ha attraversato in prima persona questa trasformazione, osservando tendenze nascere, esplodere e talvolta ritornare a distanza di anni. Se un tempo era la televisione a dettare ritmi e linguaggi, oggi sono soprattutto i social ad accelerare il ciclo delle novità. «Un prodotto diventa virale, vive un momento di grande curiosità da parte del pubblico e poi si ridimensiona rapidamente». Tra i fenomeni del momento cita le long cakes, grandi torte da cerimonia che richiedono un vero lavoro di costruzione e rifinitura direttamente sul luogo dell’evento.
Come nasce una torta monumentale?
Tutto comincia dal tema e dal confronto con il committente, per poi passare alla progettazione. Anche l’intelligenza artificiale è entrata nel processo creativo, soprattutto nella realizzazione dei primi bozzetti, ma per Ardovino il passaggio dall’immagine alla materia resta necessariamente umano: «Quello che l’intelligenza artificiale disegna con facilità richiede poi una grande “intelligenza artigianale” e una manualità complessa per essere realizzato». Una manualità costruita in anni di esperienza e nutrita dall’osservazione della natura, ancora oggi sua principale fonte d’ispirazione.
E proprio il lavoro che normalmente rimane nascosto è diventato uno degli elementi centrali della sua comunicazione digitale. Sui social Ardovino alterna il dietro le quinte delle creazioni più scenografiche a ricette accessibili da replicare a casa. Perché dietro ciò che appare immediato sullo schermo continuano a esserci tecnica, precisione e tempo: una decorazione costruita petalo dopo petalo, dettagli capaci di far sembrare la pasta di zucchero seta o carta e quella «precisione millimetrica» che, ricorda, distingue la pasticceria.
E adesso, cosa c’è nel futuro di Renato Ardovino?
Nuova televisione, innanzitutto, con un programma ambientato a Capri e dedicato ai dolci della tradizione campana, dal babà alla sfogliatella. Poi un libro sulla memoria dolciaria e sulle ricette delle nonne, un nuovo format televisivo a gara e un laboratorio sempre più trasversale, dove alle monumentali torte artistiche si affiancano monoporzioni e torte al taglio di ispirazione viennese.
Un percorso che continua a muoversi tra spettacolarità e memoria, innovazione e gesto artigiano. E che passa, naturalmente, anche dal gusto.
Scopri il dolce di Renato Ardovino e lasciati guidare nella sua ricetta, tra tecnica, creatività e alta pasticceria.
