Il gusto del Pop

Anni sessanta: epoca di boom economico e consumismo sfrenato. Alcuni pittori come Roy Lichtenstein si fecero interpreti di quello spirito pop con opere coloratissime, giocose, basate sulla possibilità di essere riprodotte

Era il 1962, e in una galleria di New York si allestì una mostra di artisti che rispondevano a quella che fu poi definita Pop Art. Roy Lichtenstein fu uno dei massimi esponenti di quello stile. Il pittore, proponendosi di fare un’arte che fosse specchio della società, priva i soggetti dei suoi lavori dell’aspetto emotivo. È per raggiungere questo obiettivo che ricorre alla stesura piatta dei colori, a un segno deciso, al tratto e, in molti casi, all’uso di puntini che richiamano il reticolato dei fumetti. Proprio prendendo ispirazione dalle strisce dei comics, che in quei decenni si diffondevano sempre di più, Lichtenstein nelle sue “prints” imitava la tecnica grafica, ma operando la decontestualizzazione di un dettaglio e rendendo l’opera indipendente. Ruolo fondamentale ebbero poi gli still life di ambienti e oggetti quotidiani e privilegiata fu sempre la figura femminile, che da casalinga felice negli anni Sessanta pian piano si trasformò in creatura sensuale e narcisistica.

POP ART CAKE

Lichtenstein usava prevalentemente i colori fondamentali – blu, giallo, rosso – stesi per campiture piatte al fine di avvicinarsi il più possibile all’effetto “stampato”. Per le gradazioni tonali e le ombre adottava la tecnica dei puntini, riproducendoli a mano. In pasticceria l’applicazione ideale degli spunti che offre l’arte di Roy Lichtenstein è nelle torte dalla superficie piatta (su uno o più piani). Saranno da trattare come una sorta di foglio su cui riprodurre immagini e testi (non mancano infatti nei lavori tratti dai fumetti veri e propri “baloon”, che possono essere personalizzati con brevi frasi o con il semplice inserimento del logo del pasticcere). Ad esempio, appoggiando un disegno (o una sua riproduzione su carta da forno) su un foglio di pasta di zucchero bianca e ripassando i contorni con uno strumento dalla punta arrotondata, è possibile ricalcare i tracciati per poi campirli con i coloranti nelle tinte primarie, stesi mediante un pennello. Con un pennarello nero a base di inchiostri alimentari si rifinirà l’immagine. L’uso di un pennarellino colorato consentirà inoltre di riprodurre i puntini. Per un effetto più tridimensionale, i puntini possono essere realizzati con una glassa di zucchero colorato e alcuni elementi (come ibaloon) possono essere applicati a rilievo o inseriti in diagonale sul dolce

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