Stand CIA Agricoltori Italiani con prodotti tipici e cestino di mele al mercato degli agricoltori

Terra Madre 2026: Cia e il valore economico della biodiversità

A Terra Madre 2026, Cia chiede di trasformare la biodiversità in reddito per gli agricoltori con premi PAC e tutela dei prodotti territoriali
Stand CIA Agricoltori Italiani con prodotti tipici e cestino di mele al mercato degli agricoltori

In occasione dell’inaugurazione di Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino, aperta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Cia-Agricoltori Italiani ha lanciato un appello fondamentale per il futuro dell’agroalimentare Made in Italy. Con il tema centrale “Biodiversity – Be Diversity”, l’organizzazione guidata da Cristiano Fini ha ribadito l’urgenza di passare dalla semplice consapevolezza ambientale alla costruzione di un concreto valore economico.

Pur occupando appena un trentesimo della superficie dell’Unione Europea, l’Italia vanta un patrimonio unico, ospitando circa il 50% della biodiversità vegetale e il 30% di quella animale del continente. Questa ricchezza ecologica e culinaria deve trasformarsi in una reale leva di reddito per le aziende agricole che ne garantiscono la tutela quotidiana.

Il ruolo della biodiversità agroalimentare italiana

L’Italia rappresenta un vero e proprio scrigno di biodiversità in Europa, custodendo la metà delle specie vegetali e quasi un terzo di quelle animali presenti nel continente. Si tratta di una ricchezza straordinaria che va oltre la pura conservazione naturalistica, costituendo l’ossatura della qualità, della distintività e della resilienza delle produzioni agroalimentari nazionali. Il lavoro degli agricoltori sul territorio non si limita alla coltivazione, ma rappresenta un presidio indispensabile per salvaguardare la varietà genetica e difendere l’ambiente da fenomeni di degrado ed erosione del suolo.

Dop, Igp e i 5.813 Prodotti Agroalimentari Tradizionali

La straordinaria varietà dei territori italiani trova massima espressione nell’ampia offerta di eccellenze certificate. Accanto alle celebri denominazioni Dop e Igp, affermate sui mercati mondiali, il tessuto rurale conta ben 5.813 Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). Si tratta di specialità legate a specifiche usanze, tecniche di lavorazione e luoghi d’origine, che raccontano la storia e l’identità delle diverse comunità locali. Questo patrimonio alimentare, conservato grazie all’impegno costante di micro e piccole imprese agricole, costituisce il motore autentico del Made in Italy gastronomico.

I costi e le sfide per le micro e piccole aziende agricole

Nonostante il loro ruolo insostituibile di custodi dell’ambiente, le imprese agricole affrontano crescenti difficoltà di sostenibilità economica. Chiedere agli agricoltori di preservare la biodiversità senza riconoscere un adeguato valore aggiunto al loro lavoro rischia di compromettere la tenuta stessa del sistema agroalimentare. La biodiversità di sistema, come sottolineato da Cia, deve tradursi in redditività operativa per consentire alle aziende di coprire i costi di produzione, investire nella qualità e continuare a generare valore per la collettività.

Impatto sul turismo enogastronomico e sulle comunità

La tutela delle produzioni territoriali e della biodiversità agricola genera importanti ricadute positive sui territori rurali. La presenza di colture distintive e razze autoctone stimola l’attrattività del turismo enogastronomico, creando nuove opportunità di sviluppo economico locale. Questo modello di agricoltura multifunzionale contribuisce a mantenere vive le comunità interne, contrastando lo spopolamento e preservando i paesaggi storici che caratterizzano il Belpaese.

Premi PAC pluriennali e remunerazione dei servizi ecosistemici

Per fare in modo che la tutela della biodiversità diventi un reale fattore di reddito, la Cia-Agricoltori Italiani sollecita interventi politici e finanziari mirati. In particolare, l’associazione chiede l’introduzione di premi nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC) con una prospettiva pluriennale e focalizzata sui risultati. È necessario inoltre prevedere il formale riconoscimento economico dei servizi ecosistemici erogati dagli agricoltori, remunerando le pratiche agronomiche sostenibili che apportano benefici concreti alla collettività e al clima.

Accesso ai mercati e incentivi per le nuove generazioni

Accanto al sostegno della PAC, risulta prioritario rafforzare l’innovazione tecnologica nei campi e agevolare l’accesso ai mercati per le produzioni distintive locali. Solo garantendo una giusta remunerazione di mercato sarà possibile incentivare i giovani agricoltori a rimanere sul territorio. Offrire un futuro economico solido alle nuove generazioni rappresenta l’unica garanzia per continuare a coltivare varietà antiche, allevare razze storiche e preservare l’identità enogastronomica italiana.

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