Ritratto dell'architetto del gusto in camice bianco, seduto al tavolo con tatuaggi visibili e sguardo sorridente.

Oltre il dolce, l’architetto del gusto  

Scopri la pasticceria di Philippe Tayac, tra tecnica francese e ispirazioni di viaggio.
Ritratto dell'architetto del gusto in camice bianco, seduto al tavolo con tatuaggi visibili e sguardo sorridente.

Per Philippe Tayac, la pasticceria è un linguaggio che unisce tecnica, sensibilità ed estetica. Originario di Nizza, lo chef pâtissier ha costruito il proprio percorso nell’alta hôtellerie internazionale, prima di tornare nella sua città e inaugurare, nel 2021, la prima boutique della Maison che porta il suo nome. Un progetto cresciuto con le aperture a Cap 3000, Cannes e Monaco, nel quale il dessert dialoga con gli spazi, i materiali e l’atmosfera che lo circonda.

Alla base delle sue creazioni ci sono precisione, ricerca dell’equilibrio e una curiosità che si alimenta di incontri e viaggi. Ma le prime suggestioni arrivano da un luogo molto più familiare: la cucina di casa, dove la domenica preparava crème caramel, crêpes e torte allo yogurt insieme alla mamma.

Qual è il tuo dolce preferito? O quello che per te rappresenta casa?

«Da bambino sognavo sempre la torta millefoglie, un ricordo che mi è rimasto impresso e un dolce che ancora oggi amo molto fare e mangiare. Per quanto riguarda il mondo dei ristoranti invece, penso che il tiramisù sia la coccola di fine pasto perfetta».

Dai ricordi d’infanzia alle esperienze professionali, ogni tappa contribuisce a definire il suo modo di interpretare il dolce. La vaniglia, che gli ricorda il periodo trascorso a Bora Bora, e i sapori esotici ritornano nelle sue creazioni, attraverso contrasti di gusto e consistenze. Anche l’ispirazione segue un ritmo personale, che alterna intuizioni immediate a lunghe riflessioni.

Da dove trai ispirazione per i tuoi dessert?

«L’ispirazione nasce dal mio sguardo, che si è affinato nel corso degli anni. Sono molto curioso e amo scoprire cose nuove. L’ispirazione può arrivare in due secondi, così come può richiedere mesi: dipende tutto dalle persone che ho attorno, dall’ambiente e dalle circostanze in cui mi trovo».

È questo sguardo a guidare una pasticceria in continua evoluzione, attenta ai gusti contemporanei e fedele a un’identità precisa. Una visione che si ritrova anche nella ricetta firmata da Philippe Tayac.

L’intervista completa ti aspetta sulle pagine di Dolcesalato, per approfondire il suo percorso, la filosofia della Maison e i progetti per il futuro.

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