La settima edizione della Cena dei Mille, organizzata dalla Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy insieme al Comune di Parma, ha trasformato Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica in una spettacolare sala da pranzo a cielo aperto.
Come redazione di Dolcesalato seguiamo personalmente questa manifestazione da sette anni e, ancora una volta, possiamo dire che si tratta di un evento eccezionale. Dietro una serata di questa portata c’è uno sforzo logistico, organizzativo e umano davvero imponente, che non potrebbe esistere senza un intento comune: fare sistema e consolidare il ruolo di Parma come punto di riferimento internazionale della Food Valley.
Una vocazione confermata anche dal pubblico: i mille biglietti sono andati esauriti in appena sei minuti e oltre 80 sono stati acquistati dall’estero, con presenze provenienti da Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Paesi Bassi e Polonia. Numeri che raccontano la crescente capacità attrattiva di un territorio le cui sei filiere simbolo – pasta, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, pomodoro, latte e alici – nel 2025 hanno raggiunto complessivamente 5,78 miliardi di euro di export, in crescita del 12,7% rispetto all’anno precedente.
Una cena simbolo di filiera d’eccellenza
La serata è iniziata con un grande aperitivo articolato in 18 postazioni: dodici dedicate al food, con le filiere della Parma Food Valley e altre eccellenze emiliane, e sei riservate al beverage tra vini, proposte analcoliche e mixology.
A seguire, una cena in quattro portate costruita grazie al lavoro congiunto di Parma Quality Restaurants, Gennaro Esposito, Chef to Chef Emilia Romagna e ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.
Ad aprire il menu è stata la “Vellutata di pomodoro, verdure croccanti, gambero e olio al basilico” di Parma Quality Restaurants, un antipasto fresco e armonico, capace di unire intensità vegetale, consistenze e note aromatiche.
Particolarmente memorabile la “Minestra di pasta mista con pesci di scoglio” del guest chef Gennaro Esposito, due Stelle Michelin e patron de La Torre del Saracino. Una preparazione cremosa e insieme croccante, profondamente intrisa di gusto marino, ma caratterizzata da un equilibrio quasi delicato. Un piatto iconico che ha conservato riconoscibilità e precisione anche nella sfida, tutt’altro che semplice, di essere servito a mille persone.
Il percorso è proseguito con il “Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno” di Chef to Chef Emilia Romagna, un piatto dedicato alla memoria contadina del territorio e costruito sull’incontro tra materia, dolcezza e profumi del bosco.
Il gran finale con ALMA
Il gran finale è stato affidato ad ALMA (La Scuola Internazionale di Cucina Italiana) con “Oro della Bassa”. Preparare un dessert di questa complessità per mille ospiti rappresentava un’impresa mastodontica, affrontata con grande rigore organizzativo e tecnico. La creazione ha conquistato per l’originalità con cui ha recuperato un ingrediente legato al territorio come il meliloto, combinandolo con un classico della tradizione italiana: la panna cotta. Al suo interno, una farcitura al polline; a completare il dolce, un elemento di cioccolato Gold stampato, goloso e scenografico.
Ad accompagnare le portate, i vini del Consorzio Franciacorta, nuova partnership dell’edizione 2026, e quelli del Consorzio dei Vini dei Colli di Parma, che per l’occasione ha creato la “Malva dei Mille”, una Malvasia di Candia aromatica dolce pensata per il dessert. Fondamentale anche il lavoro dei 30 sommelier di AIS Emilia-Parma impegnati nel servizio.
Une rete di partner e solidarietà
La manifestazione è stata sostenuta da una rete di partner che ha contribuito a costruire l’identità della serata: dai mille sottopiatti in vetro opale da collezione firmati Bormioli Luigi ai braccialetti in pelle realizzati da Coccinelle, fino al Gruppo provinciale Panificatori Artigiani Parma e alle numerose realtà coinvolte nell’accoglienza e nel servizio.
Ma la Cena dei Mille non è soltanto una grande celebrazione gastronomica. Anche quest’anno parte del ricavato sarà destinata alla solidarietà e contribuirà a completare l’acquisto di un mezzo elettrico per Emporio Market Solidale Parma, destinato alla consegna dei prodotti a oltre 200 famiglie impossibilitate a raggiungere direttamente l’Emporio.
Una serata che dimostra quanto il cibo possa diventare cultura, racconto, accoglienza e responsabilità sociale. E quanto lontano possa arrivare un territorio quando istituzioni, imprese, professionisti e comunità scelgono davvero di lavorare nella stessa direzione.