Pasticceria Benito: un futuro sostenibile anche per le piccole pasticcerie

La Pasticceria, alla sua terza generazione di pasticceri, ha rinnovato i laboratori e la propria filosofia aziendale con un occhio di riguardo verso il “sostenibile"
Pasticceria Benito: un futuro sostenibile anche per le piccole pasticcerie

Benito Odorino è il titolare e capo pasticcere della Pasticceria sostenibile “Benito”, a Casal di Principe, in provincia di Caserta. Un’attività che si può ormai definire storica, ma che allo stesso tempo incarna l’esempio di una piccola media impresa a gestione famigliare, che ha deciso di sviluppare di pari passo l’attenzione verso il prodotto e allo stesso tempo verso l’ambiente e la sostenibilità.

NE PARLIAMO CON IL TITOLARE, BENITO ODORINO

Come descriverebbe l’attività e i punti di forza della Pasticceria Benito?

Un insieme di tradizione campana e innovazione, una pasticceria a 360°, in cui – come mi ha insegnato mio padre – cerchiamo di portare avanti tutto, sia la parte classica che quella più moderna, con grande attenzione alla qualità.

La classica monoporzione alla nocciola può essere realizzata anche in un modo particolare, ed è questo che facciamo, con tanto studio su ogni prodotto. Abbiamo ristrutturato tre anni fa tutta l’azienda, sia la parte esterna che i laboratori, che oggi sono tutti su misura. Non è stato semplice, ma è il luogo dove passiamo la maggior parte della nostra giornata mentre siamo al lavoro.

Al momento abbiamo 18 dipendenti, dalla mia entrata ho voluto fortemente puntare sui giovani, che – nonostante tutte le differenze generazionali – hanno voglia di imparare e di crescere. È motivo di grande soddisfazione ascoltarli, stargli vicino e far sì che inizino a padroneggiare un mestiere.

Un’attenzione alle nuove generazioni, ma anche ai temi legati alla sostenibilità…

Certo, è un impegno che – ora più che mai – deve essere preso in qualche misura, così che tutti possiamo dare il nostro contributo. Noi abbiamo iniziato scegliendo fornitori sostenibili: la mia grande passione, che mi ha portato verso la strada della pasticceria, è il cioccolato e cerchiamo di avvalerci di tipologie provenienti da fave di cacao certificate. E così facciamo anche con altre aziende per dare la priorità a chi ha deciso di investire su una filiera produttiva attenta. Inoltre, il nostro packaging è senza punti di colla per eliminare solventi e plastiche. Ma l’impegno di cui vado più orgoglioso è quello che riguarda la pasticceria di per sé, con un’attenzione sempre maggiore alla riduzione degli sprechi alimentari.

Qualche esempio? Quando tagliamo il pan di Spagna, lo scarto non viene gettato ma viene utilizzato in altre produzioni; la frutta che non viene usata durante le preparazioni viene ridotta a succo per poterle trovare un’altra destinazione, come la bagna al limone con le zest di recupero. Insomma, qualsiasi lavorazione è sfruttata al 100%, anche grazie alla responsabilizzazione di chi lavora in laboratorio.
Durante la ristrutturazione, inoltre, abbiamo costruito un impianto fotovoltaico, che ci permette avere la nostra energia pulita.

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