Caffè e ispirazioni anglosassoni, l’esperienza di Filter Coffee Lab

Il Filter Coffee Lab di Pisa propone specialità dolci e salate inglesi e americane in accompagnamento a caffè particolari
Caffè e ispirazioni anglosassoni, l’esperienza di Filter Coffee Lab

La storia di Eleonora Bodini e Valentina Montesi inizia a Londra, mentre entrambe lavorano per una nota catena di caffetterie internazionali. Da questo incontro, nel 2014 nasce a Pisa Filter Coffee Lab, un locale pensato e costruito per portare (anche) in Italia una nuova filosofia del caffè.

CE LO RACCONTA IN PRIMA PERSONA ELEONORA BODINI

Eleonora, da cosa nasce l’impulso di portare questo tipo esperienza anche in Italia?
Io e Valentina ci siamo conosciute a Londra, dove abbiamo iniziato a frequentare locali che proponevano caffè specialty, che lì sono nate prima e più numerose. Dopo cinque anni e diversi corsi, abbiamo deciso che era giunto il momento di aprire un posto nostro e abbiamo scelto un coffee shop tipico britannico, ma in Italia. Dopo aver considerato le più gettonate Milano e Roma, ci siamo orientate verso la Toscana, dove avevo lavorato prima di trasferirmi a Londra per una questione di maggior famigliarità ma anche per evitare gli affitti troppo alti delle città più grandi. L’idea di Pisa è venuta poi quasi automatica, essendo una città conosciuta in tutto il mondo, con un aeroporto internazionale e un’università che ogni anno attira tantissimi studenti.

Come si configura la vostra proposta?
Tutto il nostro business è incentrato sul caffè e in particolare sul caffè specialty con diversi metodi di estrazione. Abbiamo due/tre tipologie di espresso, il caffè filtrato, la w sixty. Per accompagnamento, una proposta dolce o salata tendente più all’anglo-americano. Brownies, pancakes, cheesecake, uova e bacon. All’inizio ci appoggiavamo esternamente, ma quattro anni fa ci siamo trasferiti in un posto più grande e, grazie a due ragazze che si sono unite alla nostra squadra, abbiamo iniziato a produrre anche dolci più particolari come la pecan pie, i cupcakes, i cinnamon bun e tutte quelle ricette che solitamente vengono associate alla colazione, brunch e merenda americana e inglese. Non proponiamo direttamente abbinamenti già prestabiliti con il caffè, ma se viene richiesto consigliamo sempre il caffè filtrato con questo genere di piatti: non è il tipico espresso ma si può gustare tranquillamente dopo e come accompagnamento a cibi dolci e salati.

Qual è il vostro target di clientela?
Lavoriamo molto con gli studenti in inverno e i turisti in estate. In Italia la cultura del caffè è molto radicata, ma non ancora del tutto aperta. Noi lavoriamo solo con arabica o caffè di piantagione e a volte è difficile spiegare perché anche il caffè espresso non ha il gusto che solitamente ti aspetti al bar, così come il prezzo, che è maggiorato, considerando materia prima e provenienza. Vediamo molto interesse da parte delle nuove generazioni, c’è senza dubbio una maggior comprensione e sensibilità.

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