Gelateria: strategie per la ripartenza

La crisi ha colpito duramente il settore della gelateria, che tuttavia ha saputo reinventarsi attraverso nuove formule e nuovi modelli

Una riduzione del giro d’affari tra il 30% e il 40% è la stima di Roberto Leardini, Presidente Gruppo Prodotti per Gelato di Unione Italiana Food per questo 2020. Un calo che si riverserà anche sulle aziende e sui loro fornitori. «Ci sarà anche una riduzione del numero di gelaterie e di occupati – prosegue – mentre, per quanto riguarda le aziende, molto dipenderà anche dalla ripartenza dei mercati esteri, che oggi contano per oltre la metà del fatturato. Una volta vinta questa “guerra” sono tuttavia convinto che il settore ripartirà velocemente, nasceranno nuove gelaterie, perché la gente avrà voglia di reinventarsi e il gelato è un business che attrae ancora molti».

DELIVERY

L’associazione in questi mesi ha lavorato di concerto che le associazioni di categoria. «Nella prima fase ci siamo mossi principalmente verso le Istituzioni, per promuovere la riapertura con regole semplici, che garantiscano la sicurezza, ma che non siano eccessivamente restrittive».
Altro aspetto importante è il delivery. «Abbiamo sensibilizzato i gelatieri su questo canale di vendita ancora non molto sviluppato, ma che sta dando diverse soddisfazioni a chi lo ha adottato. Abbiamo creato documenti utili, con linee guida igienico-sanitarie e di comportamento da seguire. I nostri associati, inoltre, si stanno muovendo per aiutare gli artigiani ad affrontare questa nuova realtà, con informazioni e soluzioni ad hoc in termini di prodotti e ricette, consigli di comunicazione, organizzazione di webinar dedicati. È infatti fondamentale che, in tutta Europa, le gelaterie ripensino velocemente le modalità di produzione, comunicazione e vendita».

DESTAGIONALIZZAZIONE E COMUNICAZIONE

Se la consegna a domicilio avrà importanza crescente, per le gelaterie specializzate sarà altresì fondamentale, secondo Leardini, destagionalizzare l’offerta allungando la stagione, per ridurre l’impatto negativo di questi mesi, «i bar e le pasticcerie, d’altro canto, iniziano a introdurre il gelato, entrata supplementare per il periodo estivo».
Prossimo step per il presidente è quello di «riavvicinare i consumatori al gelato artigianale e alle gelaterie e stiamo ragionando con tutti i nostri partner su come muoverci. La comunicazione con la clientela avrà sempre maggiore importanza, soprattutto attraverso web e social, finché non si tornerà alla normalità».

LE STRATEGIE DEI GELATIERI

Recuperare le perdite dei mesi di chiusura sarà difficile, se non impossibile, ma i gelatieri non hanno abbassato la testa e hanno continuato a lavorare. A ranghi ridotti, con molti sacrifici, ma anche con tanta creatività unita a vero spirito imprenditoriale. Il delivery prima, e l’asporto poi, sono stati reinterpretati e reinventati da questi professionisti, che nel giro di pochissimo tempo hanno saputo riorganizzarsi e offrire servizio, non solo prodotto.
• Collaborazioni e co-marketing: il binomio per eccellenza, pizza e gelato, è stato la base di partnership vantaggiose tra pizzerie e gelaterie che proponendo i lor “pacchetti” davano un servizio ottimizzando le risorse
• Delivery personalizzato: invece di affidarsi alle grandi piattaforme, molti gelatieri hanno preferito gestire le consegne in autonomia per essere certi della corretta gestione del prodotto e per mantenere la relazione col cliente. Tanti si sono trasformati anche in messaggeri, unendo al gelato le parole d’affetto di chi lo inviava, soprattutto ai bambini
• Web e social: da Whatsapp business ad app dedicate fino a veri e propri e-commerce. Molti i modi in cui si sono attrezzati i professionisti per offrire un servizio efficiente e pratico che probabilmente continuerà nei prossimi mesi.

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