In occasione della prima Giornata Internazionale del Caffè designata ufficialmente dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 1° ottobre 2026, il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food ha riunito a Roma istituzioni, torrefattori e Paesi produttori per analizzare lo stato di salute e il futuro dell’intera filiera.
L’incontro “Il caffè italiano: un prodotto unico, una filiera in continua evoluzione”, ospitato presso l’Ambasciata dell’Etiopia, ha acceso i riflettori su numeri industriali da record, iniziative di cooperazione climatica in Africa ed evoluzione dei consumi domestici ed extra-domestici. Parallelamente, l’analisi dei dati Istat e del MIMIT evidenzia l’impatto dei rincari delle materie prime sul prezzo finale al consumo (+44% dal 2021), mentre le ricerche su Google Trends registrano il massimo storico assoluto d’interesse in Italia, guidate dal mito della moka, dal boom del Flat White e dalla crescita delle alternative vegetali.
I numeri di una filiera da 5,9 miliardi di euro
L’industria italiana del caffè si conferma ai vertici europei per capacita produttiva e valore generato. Nel 2025 l’Italia ha prodotto 424.168 tonnellate di caffè tostato e solubile, attestandosi come primo produttore nell’Unione Europea. Il comparto conta circa 1.000 torrefazioni attive e genera un fatturato complessivo di 5,9 miliardi di euro. A monte della filiera, le importazioni di caffè verde raggiungono 641.234 tonnellate (composte per due terzi da Arabica e un terzo da Robusta), con Brasile e Vietnam che rappresentano insieme il 57% dei volumi e il 54% del valore importato. L’Italia esporta quasi 280.000 tonnellate di caffè tostato e 4.550 tonnellate di solubile, inserendosi in un mercato globale da 179 milioni di sacchi.
Il consumo totale annuo in Italia ammonta a 287.143 tonnellate, equivalenti a 4,9 kg pro capite o circa 812 tazzine di espresso all’anno per persona. Nel canale retail, il caffè macinato detiene il 64% delle vendite, seguito da cialde (24%), solubile (8%) e grani (4%). Secondo l’indagine condotta da Altroconsumo su 1.200 consumatori, tre italiani su quattro bevano caffè quotidianamente e il 49,5% lo considera il simbolo dello stile di vita italiano, pari merito con la pasta. Tra le mura domestiche (dove si serve il 95% dei consumatori), la preparazione vede la moka al 32,5% e le capsule al 31,2%, seguiti da cialde (16,7%) e macchine per grani (15,2%). Il gusto guida la scelta dell’acquisto per il 76% degli intervistati, mentre l’87% associa il caffè al piacere personale.
L’impatto dei rincari: cosa c’è dietro il prezzo della tazzina
Negli ultimi anni, il prezzo del caffè al consumo ha subito marcati aumenti lungo tutte le fasi della catena distributiva. Secondo le rilevazioni Istat, tra il 2021 e la fine del 2025 il costo del caffè al consumo è aumentato del 44%, con un’accelerazione particolarmente spiccata nel 2025 (+21% rispetto all’anno precedente). Per quanto riguarda il consumo al bar, i dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe del MIMIT (riferiti a giugno 2026) evidenziano che una tazzina di espresso costa mediamente tra 1,20 e 1,40 euro in 19 città italiane analizzate, con un rincaro compreso tra 15 e 34 centesimi (+15-35%) rispetto a giugno 2021 e un ulteriore ritocco di 3-8 centesimi tra il 2025 e il 2026. Bolzano si conferma la città più cara, mentre Catanzaro è la più economica.
Alla base delle tensioni sui prezzi figurano le quotazioni sui mercati internazionali della materia prima, più che raddoppiate rispetto al 2021. Come evidenziato dall’International Coffee Organization (ICO), la domanda globale (181 milioni di sacchi nella stagione 2025/2026) ha messo sotto pressione la produzione, penalizzata da eventi climatici awersi nei Paesi chiave come Brasile e Vietnam e da speculazioni sui mercati finanziari. Tuttavia, l’aumento della materia prima spiega solo in parte il prezzo finale. Per un espresso servono circa 7 grammi di caffè macinato: il prezzo della tazzina al bar riflette in gran parte costi di gestione ed erogazione del servizio, tra cui affitti, energia, manutenzione delle macchine e personale.
Sostenibilità e cooperazione: il Piano Mattei e le sfide del cambio climatico
Le criticità legate al clima e la concentrazione geografica dei raccolti impongono una riorganizzazione sostenibile delle forniture. In questo scenario si inserisce l’ACT Coffee Programme (Advancing Climate-Resilience and Transformation in African Coffee), iniziativa pilastro del Piano Mattei per l’Africa e del Global Gateway dell’Unione Europea. Lanciato nel marzo 2025 da UNIDO e finanziato dalla Cooperazione Italiana, il programma mira a rafforzare la resilienza climatica della filiera africana operando in cinque Paesi prioritari: Etiopia, Kenya, Malawi, Tanzania e Uganda.
L’ACT Programme si fonda sulla creazione dei Coffee Training Centres, centri tecnologici e formativi permanenti concepiti per trasferire buone pratiche agronomiche e sostenere l’accesso al credito per i piccoli coltivatori. Endaweke Tesfaye, Incaricato d’Affari dell’Ambasciata d’Etiopia, ha sottolineato l’importanza di «unire le origini etiopi alle competenze italiane per garantire qualità, tracciabilità e resilienza climatica». Andrea De Marco (UNIDO) ha ribadito che «il futuro del caffè dipende da una filiera sostenibile dall’origine alla tazzina». Il Presidente del Comitato Italiano del Caffè, Giuseppe Lavazza, ha concluso evidenziando il ruolo dell’Italia: «Essere leader nel settore significa assumere un ruolo guida nel confronto internazionale per creare valore lungo tutta la filiera».
I trend di consumo su Google: dalla moka al flat white
I dati pubblicati da Google Trends per il 2026 rivelano che l’interesse degli italiani verso il caffè ha raggiunto il massimo storico assoluto, toccando l’apice nel mese di agosto. L’Italia guida la classifica globale per volume di ricerche dedicate alla Moka, con valori doppi rispetto alla Repubblica Ceca (seconda in classifica). L’Espresso si conferma la bevanda più cercata sul motore di ricerca, seguita dal Cappuccino, con picchi di volume concentrati nelle prime ore del mattino.
Accanto ai grandi classici si consolidano nuove abitudini di consumo e sperimentazione domestica. Il Flat White è la bevanda di tendenza dell’anno con un balzo delle ricerche del +140%, seguita dal Café au lait (+100%) e dal caffè filtro / drip coffee (+90%). Tra i latti alternativi, il latte d’avena registra un +60% toccando il massimo storico, mentre il Matcha Latte guida le preferenze tra le varianti speciali. Per affinare le tecniche di estrazione casa, i consumatori utilizzano sempre più le funzionalità avanzate di intelligenza artificiale, come le ricerche conversazionali in AI Mode e la scansione visiva tramite Google Lens.
