Maddalena Manetti, ritratto per Dolcesalato Power List, special skill Leadership consapevole nella viennoiserie professionale.

Maddalena Manetti, special skill: Leadership consapevole

Loste, Milano (MI)
Maddalena Manetti, ritratto per Dolcesalato Power List, special skill Leadership consapevole nella viennoiserie professionale.
Classe1996
Titolare o contitolare?no
Esperienza nel settore12 anni
Web/social IG attività: @lostecafemilano
IG personale: @estermanez
Segni particolariPerfezionista e focalizzata sugli obiettivi, sa fondere rigore e concezione molto umana del lavoro  
Progetti futuriMantenere equilibrio e qualità a fronte dell’espansione; rinforzare la propria identità condividendo il know-how
Motto“Provare sempre ad essere fedeli a sé stessi, autentici e migliori di ieri fa sì che le cose belle accadano e che gli altri ci seguano”


Serietà, determinazione e lucidità da vendere: Maddalena Manetti prosegue nel suo percorso da Head Pastry Chef di Loste Milano affrontando le nuove aperture (terza sede milanese e prima in Giappone) con il piglio deciso e pragmatico di sempre e l’intenzione di non scendere mai a compromessi sulla qualità del prodotto e sul benessere del team.

La sua storia inizia nel 2015 con la formazione in CAST Alimenti, seguita dalle esperienze nei laboratori di importanti pasticcerie milanesi. Oggi, a due anni dall’ultima chiacchierata, ci racconta che decisivi sono stati anche i recenti impegni fuori laboratorio, in particolare le trasferte all’estero per l’espansione del brand. “L’uscita dalla comfort zone, dovendo performare al meglio e rapidamente in spazi nuovi, con squadre e attrezzature diverse dal solito, è una palestra molto sfidante e soddisfacente per me”, dice. L’obiettivo di cui ci aveva parlato allora, ovvero rendere Loste un punto di riferimento, è stato ampiamente raggiunto: le sue ricette e il suo stile stanno riscuotendo grande successo e influenzando il settore.

Il nuovo traguardo di Manetti, responsabile di un team via via più numeroso, sarà quindi “incarnare una leader sempre più consapevole e strategica“, accogliendo il cambiamento fisiologico della quotidianità che la vedrà sempre meno operativa e sempre più centrale nella supervisione, nella ricerca e nella garanzia di un’etica del lavoro, per lei fondamentale. “Vorrei anche mettermi alla prova al di fuori del laboratorio, incontrando le persone per raccontare la mia esperienza, consolidare la mia identità e crescere nel confronto”, conclude.

In questo scenario in evoluzione, la viennoiserie rimane l’interesse numero uno: “Amo la sua versatilità a partire da un’unica base e il fatto che sappia ancora, dopo tutti questi anni, stupirmi a ogni sfornata, a ogni novità ragionata e concretizzata”. Nel metodo Maddalena rinuncia volentieri alla rigidità e allo standard degli stampi per “sentire e plasmare i prodotti con le proprie mani” e assecondare una creatività libera da schemi e modelli. A questo si aggiunge un concreto approccio antispreco: “dal pretzel di avanzi di croissant al banana bread di recupero fino ai ritagli di sfoglia che impreziosiscono i piatti del pranzo, ci teniamo molto a non sprecare sforzi, tempo e materia”. Altra sfida dell’anno sono i panettoni, affrontati con la consueta caparbietà da una giovane professionista che farà ancora parlare di sé.

© Riproduzione riservata