Non più semplice materia prima, ma ingrediente tecnico, leva strategica e, sempre più, strumento di lavoro integrato. È lungo questa traiettoria che Petra Molino Quaglia ha costruito il proprio posizionamento nel mondo professionale, affiancando allo sviluppo di prodotto un sistema articolato fatto di formazione, consulenza e cultura di filiera. Un percorso che parte da una tradizione familiare solida e si evolve in una visione contemporanea del mestiere. Oggi il mercato delle farine professionali si confronta con uno scenario complesso: instabilità climatica e agricola, pressione sui costi, trasformazione dei consumi e necessità crescente di sostenibilità economica per i laboratori. In questo contesto, il ruolo del fornitore cambia profondamente: non è più solo chi garantisce una materia prima performante, ma chi è in grado di accompagnare il professionista nella gestione quotidiana, aiutandolo a costruire un’offerta coerente, leggibile e sostenibile.
È su questo terreno che Petra Molino Quaglia ha progressivamente ridefinito il proprio modello, trasformando la farina in un elemento centrale di un sistema più ampio, in cui prodotto, competenze e strumenti operativi dialogano tra loro. Ne parliamo con Chiara Quaglia, AD del gruppo.
Petra Molino Quaglia è oggi un punto di riferimento per il mondo bakery e pastry. Quali sono le tappe chiave che hanno segnato la vostra evoluzione?
La nostra evoluzione parte da una continuità precisa: siamo una famiglia di mugnai da quattro generazioni e abbiamo costruito il nostro percorso tenendo insieme cultura del grano, tecnologia di macinazione e dialogo costante con i professionisti. Il primo vero cambio di passo è stato trasformare la farina da materia prima generica a ingrediente
tecnico, riconoscibile e governabile, capace cioè di dare risultati prevedibili e replicabili in laboratorio. Un secondo passaggio decisivo è stato affiancare al prodotto un sistema di servizi fatto di formazione, consulenza e progetti culturali, che aiutano il professionista a utilizzare al meglio la materia prima. Il terzo passaggio è stato l’allargamento della nostra visione alla filiera, alla biodiversità e alla sostenibilità, con progetti che mettono in relazione agricoltura, trasformazione e mestiere artigiano. In questo percorso si inserisce anche il lancio, già nel 1998, della prima linea italiana di farine specialistiche per la pasticceria, che ha rappresentato un momento importante di innovazione per il settore.
Oggi come definirebbe il posizionamento di Petra nel mercato delle farine professionali, in Italia e all’estero?
Oggi Petra occupa un posizionamento alto nel mercato delle farine professionali: non come semplice marchio di prodotto, ma come sistema integrato che unisce farine, competenze e strumenti di lavoro. In Italia ci rivolgiamo ai professionisti che cercano gusto riconoscibile, prestazioni stabili e supporto tecnico nella gestione quotidiana di pane, pizza, pasticceria e cucina. All’estero il nostro posizionamento si fonda sulla stessa idea: portare una cultura molitoria italiana contemporanea, capace di parlare di performance, identità di prodotto e valore della filiera con un linguaggio concreto e applicabile.
Il tema della filiera è centrale nella vostra visione. Come è strutturata oggi e che impatto ha su qualità, costi e stabilità del prodotto?
Per noi filiera significa presidio reale dei passaggi che contano: selezione del grano, relazione con il mondo agricolo, macinazione, ricerca e servizi tecnici. L’integrazione tra Molino Quaglia e Petra ci consente di governare in modo coerente la catena del valore e di tradurre questa continuità in qualità organolettica, stabilità di comportamento in lavorazione e maggiore capacità di risposta alle variabili produttive. Sul piano dei costi, una filiera più consapevole richiede investimenti, ma mette il professionista nella condizione di lavorare con maggiore prevedibilità e con un margine di errore più basso.
Quali sono oggi i mercati più strategici per Petra e dove vedete le maggiori opportunità di crescita?
I mercati più strategici restano quelli in cui il professionista cerca un fornitore capace di unire qualità tecnica, identità e servizio: bakery contemporanea, pasticceria, pizza evoluta e alta ristorazione. Le opportunità maggiori le vediamo sia nell’espansione internazionale dei modelli artigianali italiani di qualità, sia nell’evoluzione del mercato interno verso filiere più leggibili e assortimenti più selettivi.
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