Inzuppo porta a Roma la milk bowl che ha conquistato Milano

Dopo il successo in zona Navigli, con tempi di attesa fino a un'ora per essere serviti, il format della zuppa di latte arriva nella capitale in via Bisagno. In calendario per l'anno in corso anche il secondo locale milanese e lo sbarco a Napoli. Al via il franchising
Inzuppo porta a Roma la milk bowl che ha conquistato Milano

Inzuppo raddoppia. Il format “latte e biscotti” creato a Milano in via Ascanio Sforza da Mattia Ponzano, Marco Napoli e Gianluca Comandini 00arriva a Roma, in via Bisagno 16 (zona piazza Istria), e si prepara a un’ulteriore accelerazione in altre città italiane. Nel mirino c’è una seconda apertura nel capoluogo lombardo, entro settembre, ma prima è previsto lo sbarco a Napoli, nel quartiere del Vomero. Tutto nasce dal successo ottenuto dal primo store milanese che si trova lungo il naviglio Pavese, diventato una case history attraverso i social e un punto di riferimento per una clientela formata durante la settimana da studenti universitari e nei weekend dalle famiglie con bambini.

In loco o con delivery

La formula di Inzuppo è relativamente semplice. Alla base c’è l’idea di Ponzano di lanciare sulla piazza milanese la “zuppa notturna di latte”, quella che nei Paesi anglosassoni viene consumata al termine di una giornata impegnativa dal punto di vista del beverage o semplicemente per accompagnare una serata davanti alla tv. Lo sviluppo nel quartiere Navigli è stato diverso, perché un’apertura notturna avrebbe imposto la necessità di una sorveglianza, e quindi si è optato per l’orario diurno: Inzuppo è attivo durante la settimana (e alla domenica) soltanto al mattino, mentre il venerdì e il sabato opera anche dalle 15.00 alle 18.00. I clienti compongono la propria zuppa scegliendo tra diversi tipi di latte (compresi quelli di origine vegetale, gli ingredienti da inzuppare (cereali, biscotti, croissant o torte), le creme e gli aromi speciali. Il tutto viene servito in una bowl e consumato in loco (nel dehor esterno), per asporto o consegnato a domicilio tramite delivery. In quest’ultimo caso, il packaging realizzato da Inzuppo prevede una milk bowl contenente l’ingrediente da inzuppo, un contenitore sigillato (simile a un biberon) per il latte e una saccapoche per le eventuali creme da aggiunta finale.

Scalabilità naturale

Il successo del format è stato rapido e naturale. La piattaforma di riferimento è Instagram, dove in pochi tre mesi il brand ha già superato i 17.000 follower, ma in generale sono i social a dare la spinta con contributi a pioggia della community di riferimento: sotto l’hashtag #inzuppo compaiono già oltre tremila post. E nonostante la società non abbia investito budget in attività di comunicazione legata a influencer o blogger, diversi di questi hanno dedicato post e stories al locale di via Sforza. Questa forma digital di passaparola ha causato il fenomeno, sempre vincente, delle file davanti al locale, con tempi di attesa fino a un’ora per essere serviti. Il fenomeno dipende anche dalle ridotte dimensioni della location e ha convinto il management di Inzuppo a implementare la soluzione digitale, con una app che consente di ordinare e poi di monitorare i tempi di attesa. La semplicità operativa del format, che non richiede una vera e propria cucina, lo rende particolarmente appetibile in termini di scalabilità, anche in modalità franchising che inizierà a muovere i primi passi in questo 2023, dopo le operazioni preliminari che saranno portate a termine nei prossimi mesi. Le future aperture avverranno in spazi più ampi, dove potranno essere inseriti nuovi prodotti indicati per la prima colazione come ad esempio gli yogurt, i pancakes e molte altre creme. Perché il claim di Inzuppo è: come a casa tua. E il delivery, in prospettiva, sarà il motore di crescita di questa colazione a base di zuppa di latte, non più solo notturna ma anche diurna.

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