Parlando di caffè: il Loste Café di Milano

Attivo a Milano da meno di un anno, ha puntato tutto sull’internazionalizzazione dell’offerta e su una scelta curatissima di caffè e pasticceria
Parlando di caffè: il Loste Café di Milano

Lorenzo Cioli e Stefano Ferraro decidono di aprire a febbraio 2021, in piena pandemia Covid19, Loste Café a Milano. Il primo sommelier e il secondo pasticcere, arrivano a questo traguardo dopo tante e importanti esperienze all’estero. Come gli anni di Stefano alla corte del pluripremiato René Redzepi al Noma di Copenaghen. Un format inedito che unisce alle ascendenze internazionali in tema di cucina e caffè, uno stile informale e accogliente, con una cura per gli ingredienti e le preparazioni tutta italiana.

LI ABBIAMO INTERVISTATI

Com’è nata l’idea di aprire Loste Café?
Io e Stefano scherziamo sempre sul fatto che il progetto iniziale era aprire un ristorante nelle Langhe. Ma con lo scoppio della pandemia siamo approdati qui, in una caffetteria, al Loste Café. Il Covid non ci permetteva di avere la sicurezza necessaria per aprire un ristorante. E comunque avevamo già l’idea di esplorare anche altri tipi di format. Abbiamo quindi voluto aprire questa caffetteria, che rispecchia in primis un posto dove a noi piacerebbe andare. Un posto per chiacchierare e stare insieme, con la possibilità di rivolgere un saluto alle persone che portano avanti l’attività

Qual è il ruolo del caffè nella vostra offerta?
Abbiamo un’offerta che comprende tutti i classici che si trovano in giro per le caffetterie d’Europa. L’espresso come si fa in Italia naturalmente e il cappuccino. Ma abbiamo anche una selezione internazionale come il flat white (una bevanda calda, must-to-have negli specialty bar di tutto il mondo, simile al cappuccino, composta da due dosi di caffè espresso e latte montato così da formare una crema molto liquida, ndr). Offriamo anche il cortado (caffè espresso dalle origini argentine, con una piccola aggiunta di latte caldo per renderlo meno amaro, ndr). In più noi abbiamo anche il caffè filtrato, quindi bevande lunghe. Vediamo il caffè come qualcosa che da assaporare e da gustare lentamente e con calma, come un tè.

Quali sono i vostri dolci più rappresentativi e quali i migliori abbinamenti con il caffè?
È una domanda difficile a cui rispondere, veniamo da un background internazionale e Stefano ha riportato a loste quello che lui ha sperimentato all’estero. Abbiamo quindi il cinnamon roll, il pain au chocolat e una pasta laminata con burro e cardamomo. Sono tutti dolci con un’importante componente di burro e quindi si abbinano bene a un caffè con un’acidità spiccata, che permetta di avere una bocca più pulita e quindi di assaporare al meglio le sfumature di sapore della pasticceria. Gli abbinamenti preferiti dai clienti sono caffè filtrato e cinnamon roll. Oppure l’espresso con Kev, il nostro biscotto di pasta frolla ripieno di crema pasticcera e marmellata. Non manca il cappuccino con Cotto e ricotto (pain au chocolat cotto due volte e farcito con crema di mandorle, ndr).

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