Formazione: l’arte dell’insegnare

Equiparati alle scuole pubbliche, gli istituti di formazione professionale e le accademie di arti e mestieri fanno i conti dei danni del lockdown e chiedono al governo la riapertura delle aule prima di settembre

Il blocco della didattica e la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado ha investito gli istituti di formazione professionale che, con il pubblico, hanno in comune solo il nome. Organismi privati rivolti prevalentemente – se non esclusivamente – a professionisti del settore, le scuole di cucina e pasticceria hanno subito danni enormi di ordine economico, programmatico e progettuale. Si pensa alla riapertura che, chiedono in molti, non sia a settembre, ma prima. Una richiesta che Alma – al fianco di 20 prestigiose Accademie di Arte & Mestiere e il sostegno di CAST Alimenti Intrecci – Alta Formazione di Sala – ha rivolto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Ministeri competenti. Si manifesta la forte preoccupazione di tutto il comparto sulle ripercussioni che una chiusura fino a settembre comporterebbe a realtà in gran parte costituite da imprese private.

MATTEO BERTI, ALMA

Abbiamo gestito al meglio il rientro degli studenti alle proprie città e nazioni e fin da subito abbiamo avviato un serrato programma di webinar gratuiti fatto di didattica di ripasso e riassunto del lavoro fatto, ma soprattutto di dialogo e confronto coi corsisti con sessioni tematiche strettamente legate ai corsi frequentati e master aperti trasversalmente a tutti gli studenti con professionisti di spicco, per dare agli studenti l’opportunità di conoscere l’intera forza formativa di Alma. Quello che ci accingiamo a trasmettere ai nostri studenti è un’altra lezione: la cultura della disciplina didattica e personale. Continueremo con la didattica on line, per garantire lezioni sempre fruibili a tutti i nostri iscritti. Investiremo ancora di più su questo aspetto anche con la formazione del nostro corpo docenti.

DAVIDE MALIZIA, AROMACADEMY

In Italia esistono circa 24mila scuole private di ogni genere e specializzazione. Realtà che lavorano come aziende con un personale a cui rispondere e pagare lo stipendio ogni mese, imprese che si reggono con una propria economia senza dipendere dallo Stato. Aromacademy ha bloccato fin da subito i corsi a lungo termine e cancellato la programmazione didattica, ma non abbiamo mai smesso di lavorare per riaprire il prima possibile. Noi non siamo scuole “normali”. Siamo aziende che lavorano sulla formazione professionale e offrono i loro servizi a persone giovani e adulte in grado di seguire le normali procedure di distanziamento e protezione personale. Con la pandemia si è spinto sull’acceleratore dell’on line, una soluzione tampone che, a mio parere, per il settore che rappresento, non è una via percorribile per una realtà come la nostra. L’80% della nostra didattica è fondato sulla pratica.

RAFFAELE TROVATO, IFSE

In un momento di totale difficoltà abbiamo scelto di costruire. Anticipando il lockdown e il blocco delle partenze, abbiamo provveduto a far rientrare a casa tutti gli studenti italiani e stranieri, mettendoli al sicuro. Tutto questo ha comportato una grossa perdita economica in un momento cruciale dell’anno, ma non ci siamo arresi, anzi abbiamo voluto trasformare questa difficoltà in un’opportunità. Non credo che la formazione on line sia una via percorribile nel nostro settore, che deve invece fondarsi sulla correzione in diretta da parte del docente. Pur mantenendo aperto un canale di comunicazione via web con i nostri studenti, la scelta è stata quella di puntare sul contatto “umano” con il maestro. Di contro sono partiti fin da subito alcuni interventi per ampliare gli spazi e l’offerta formativa. Ovvero nuovi e più efficienti laboratori, aule per la formazione specialistica dedicata al mondo dei bar, nuovi investimenti sul personale docente. La mia aspirazione è un progetto formativo dedicato al corpo docente in grado di fornire una proposta di carattere internazionale.

GIOVANNI PACE, MAG

Quest’anno Mag compie quattro anni. Questo quarto anno dall’apertura doveva essere rappresentare il momento del “raccolto”, l’occasione per tirare le somme di quanto fatto e verificare la bontà dei nostri programmi formativi a 360°. Questa pandemia ha messo noi formatori di fronte a una nuova consapevolezza: il modo di imparare è radicalmente cambiato e lo deve essere anche il modo di insegnare. Siamo stati costretti a confrontarci con nuovi modelli di didattica e i relazione con gli studenti, entrando nel mondo delle cosiddette lezioni a distanza. Abbiamo optato per un calendario di dirette live per mantenere un contatto diretto con gli studenti. Siamo soddisfatti del lavoro fatto, ma non credo che il web potrà mai sostituire le masterclass in presenza.

VITTORIO SANTORO, CAST ALIMENTI

I mesi di chiusura ci hanno costretto ad annullare o interrompere moltissimi corsi già programmati o in corso. Sono state sospese quattro edizioni in svolgimento di Alta Formazione, e non sono state attivate altre sette edizioni, sempre di lunga durata, di pasticceria, una di cuoco, una di pizzaiolo, una di panificatore e una di pastaio gastronomo, la cui attivazione era prevista nei mesi di lockdown. Ci siamo attivati con la didattica a distanza. L’ufficio didattico ha lavorato per la messa a punto di una prima programmazione di webinar e di tutorial (circa 280 erano già pronti) per gli allievi in corso on line da maggio, con l’obiettivo di mantenere in allineamento i contenuti precedentemente appresi in aula. Stiamo lavorando per produrre strumenti di formazione per il pubblico professionista, sia in modalità di alternanza (webinar – presenza in aula) sia fruibili totalmente a distanza. Inoltre, sul fronte dell’attività di consulenza e di formazione personalizzata della divisione CAST Impresa, abbiamo messo a disposizione un servizio gratuito di “primo ascolto” che sta generando un buon numero di richieste per supporti di tipo consulenziale alle imprese delle attività del food.

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