Come reagisce il mondo della pasticceria al Coronavirus

L’emergenza Coronavirus sta coinvolgendo fortemente anche il settore della pasticceria: vediamo insieme vicende, iniziative e donazioni da parte dei protagonisti

Pasticceria presente. Con l’Italia bloccata a causa dell’emergenza Covid-19, anche il comparto legato al mondo della pasticceria reagisce e si reinventa. Secondo la Fipe infatti gelaterie, pasticcerie e bar possono rimanere aperti con il servizio limitato alle attività di consegna a domicilio.

Di seguito vi raccontiamo alcune delle iniziative di questi ultimi giorni.

Molte pasticcerie si sono riorganizzate per offrire il loro personale servizio delivery. Tra queste Rinaldini, che a Rimini, Roma e Milano consegna tutte le referenze in produzione. La Pasticceria Besuschio di Abbiategrasso (Milano), che ha visto passare due guerre, vede il giovane Giacomo in prima linea con le consegne. Sfruttando i social ha chiesto ai clienti di cosa avessero bisogno, offrendosi poi di recapitare i prodotti di persona ai vari domicili. Inoltre tramite video su Facebook e con le stories su Instagram, stanno promuovendo semplici ricette che si possono replicare anche a casa in questo periodo di quarantena. C’è poi chi si affida a piattaforme esterne, come la milanese Pasticceria Martesana di Vincenzo Santoro, che consegna tramite cosaporto.it. Tra i prodotti si può scegliere tra box di mignon o monoporzioni, torte o praline. Ma con l’avvicinarsi della Festa del Papà, si possono già trovare anche le zeppole o il il dolce a tema della pasticceria: la Medaglia del Papà. Anche la pasticceria di Luigi Biasetto pensa all’appuntamento del 19 marzo, e sull’ecommerce interno sono disponibili da lunedì i cioccolatini e i macaron pensati appositamente per l’occasione.

Una celebrazione, quella della Festa del Papà, che soprattutto al Sud Italia non ferma la voglia di rispettare la tradizione. Il pasticcere napoletano Marco Infante conforta tutti dicendo, tramite Facebook, che “appena tutto sarà finito e il Coronavirus resterà solo un brutto ricordo, ci sarà lo ‘Zeppola Day’”. In aiuto quindi accorrono i social. La storica pasticceria Sepe, gestita dal pasticcere Federico Sepe a Melito di Napoli, ha deciso di creare un tutorial per preparare le zeppole a casa propria. Sarà online il giorno 18 alle 10 attraverso una diretta Facebook. A Roma si festeggia invece con i bignè: Ilario Manzo, pasticcere e proprietario della Pasticceria Novelli a Cinecittà, li consegnerà nelle case degli abitanti della zona senza alcun sovraprezzo.

C’è chi poi punta sull’ironia, sdrammatizzando con molte creazioni che rievocano la forma del virus. Un dolce ispirato al Coronavirus, realizzato con fragole e limone, è la nuova idea del pasticciere di Carinaro, Luigi Conte, fresco campione del mondo nella menzione speciale dell’innovazione del panettone. Un altro dolce che riproduce le fattezze del Coronavirus è quello realizzato da Stefano Camozzi alla pasticceria Mignon di Como. E poi, dato che oltre alla Festa del Papà anche la Pasqua è sempre più vicina, non poteva mancare un uovo di cioccolato a tema (in foto). Lo ha ideato Jean-François Pré, cioccolatiere francese, che con questo gesto ha voluto esorcizzare la paura. Lo si trova nella cioccolateria e pasticceria La Duchesse Anne a Landivisiau ed è composto da sfere di cioccolato al latte con piccoli pezzi di mandorla dipinti con il colore rosso alimentare.

Infine, le iniziative di solidarietà. Iginio Massari, dopo aver chiuso i punti vendita rimanendo attivo solo con il delivery, ha donato tre respiratori destinati alla Rianimazione degli Spedali Civili di Brescia e lanciato su Facebook una campagna di raccolta fondi. Anche il colosso Lavazza ha voluto impegnarsi concretamente nella lotta all’emergenza. Ha infatti deciso di donare 10 milioni di euro. 6 di questi saranno destinati alla Regione Piemonte: grazie alla raccolta fondi “Iocisono”. Altri 3 milioni di euro sono stati devoluti alla Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, che si occupa di donare agli ospedali nuove apparecchiature e materiale sanitario per rinforzare terapie intensive e pronto soccorso; fornire kit igienizzanti gratuiti alle scuole di Torino e aiutare gli anziani in difficoltà fisiche ed economiche per quanto riguarda la consegna di generi di prima necessità. Il restante milione di euro è stato destinato a enti e associazioni che sono attive in Piemonte e che aiutano a sostenere le fasce più deboli e disagiate della popolazione.

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