Lettere tra maestro e allievo

Leonardo Di Carlo e Alessandro Giudici in una lettera aperta l'uno all'altro

Caro maestro ti scrivo…

 L’allievo deve “superare” il maestro?

Quando l’Allievo è pronto il Maestro arriva! Lo conobbi che aveva vinto da poco la Coppa Europa di Pasticceria, mi colpì il suo modo semplice di spiegare, la grande umiltà, la sua profonda conoscenza, nonostante la giovane età. Emanava moltissima passione, e notai qualcosa di veramente speciale in lui. Avendo un’azienda, non sempre riuscivo a “uscire”, così ho scelto d’intraprendere un percorso dapprima generico, e poi approfondire in modo scientifico le varie tematiche della pasticceria, capendo i meccanismi di base della creazione di una ricetta.

Cosa ti piace del tuo maestro?

Umiltà, passione, entusiasmo, dinamicità, conoscenza… mi piace molto che sappia farmi ragionare. Ha inoltre un buon carattere, scherzoso e simpatico, ed è un esempio come persona per i suoi valori sani. Per me Leo è un grande Maestro, un caro amico, un fratello maggiore, un grande punto di riferimento.

Su quale tema ti piacerebbe approfondire gli studi?

Sono un appassionato dell’essenza dei sapori e dei gusti, amo studiare e sperimentare ricette ad hoc, ma mi piacerebbe molto migliorarmi nell’arte dello zucchero e del cioccolato artistico e riguardo il bilanciamento dei grandi Lievitati. Mi manca l’esperienza, sicuramente, di qualche importante concorso internazionale; e vorrei fare dei corsi d’aggiornamento in una scuola internazionale in Francia, America, Spagna o Belgio.

Cosa consigli a chi vuole diventare un bravo maestro?

Un maestro deve trasmettere con molta passione e sincerità la propria visione della pasticceria, accompagnando i propri allievi nella sperimentazione e spronandoli al raggiungimento di nuovi obiettivi.

 

Caro allievo ti scrivo…

L’allievo deve “superare” il maestro?

Non è nella mia indole pensarlo, credo piuttosto che ognuno poi trovi la “propria strada”, il proprio stile, ma il rispetto e la stima per i miei Maestri sono sentimenti che mi accompagnano sempre, anche spedendo gli auguri di Natale, personalmente, ad ognuno di loro.

Perchè hai deciso di mettere le tue conoscenze a disposizione di un giovane?

Penso di avere due qualità necessarie all’insegnamento: l’empatia e la facilità di trasmettere, che unite all’esperienza di laboratorio, sono la carta vincente per la mia professione. Non ho comunque nessun timore che qualcuno mi “superi”… c’è posto per tutti, è il cliente alla fine, che sceglie!

Cosa ti aspetti dai giovani ai quali dai i tuoi insegnamenti?

Che camminino presto “con le loro gambe”. Nel senso, che nei miei corsi, non mi limito a dare nuove ricette, o nozioni in generale, ma punto molto sul far comprendere e dare i mezzi necessari perché ognuno si crei la “propria ricetta”. Ricordo sempre ai miei corsisti, che dietro una semplice ricetta c’è un mondo da scoprire, cerco di trasmettere loro la fame di scoprire!!!

Come hai avuto la conferma che la strada del “maestro” era quella giusta?

Il feedback e la mia agenda piena per oltre un anno, la seconda ristampa del mio libro “Tradizione in evoluzione” – anche nella versione in inglese, sono tutti elementi che mi confermano che la strada intrapresa è quella giusta! Il consiglio che dai a un giovane che vuole fare il pasticciere… Anche se la frase non è mia… riassume il mio motto: “senza le basi non esistono le altezze…”. Studiate, praticate e osate nella sperimentazione. Fate scattare il prezioso tasto della “passione”, senza di quello non potrete rincorrere il vostro sogno!

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