Facciata del negozio Incantalia con vetrine, portone ad arco e decorazioni architettoniche classiche in pietra.

Incantalia, dove il retail diventa racconto

Il format del Polo del Gusto, già attivo a Trieste, unisce vendita e narrazione dei prodotti attraverso una proposta differenziante. Al varo un piano di nuove aperture per allargare la rete
Facciata del negozio Incantalia con vetrine, portone ad arco e decorazioni architettoniche classiche in pietra.

L’incanto è già nel nome. Ma è soprattutto nel format che Incantalia propone una lettura diversa del retail alimentare. Lo store pilota di Trieste visitato da Food nasce come progetto multimarca del Polo del Gusto, la holding che riunisce brand come Achillea, Dammann Frères, Domori e Pintaudi, con un obiettivo preciso: non limitarsi alla vendita dei prodotti, ma creare uno spazio capace di raccontarne storia, filosofia produttiva, qualità delle materie prime e, quando possibile, anche di farli degustare. Un concept che si discosta dai modelli distributivi mass market, ma che offre spunti interessanti su come il negozio specializzato possa evolvere verso un’esperienza più consulenziale e narrativa, dove il valore aggiunto non è soltanto l’assortimento, ma la capacità di trasferire cultura di prodotto.

“Rispetto ai supermercati, un negozio tradizionale come questo ha il vantaggio di poter raccontare la storia delle imprese e dei prodotti e, se ci sono le condizioni, anche di farli assaggiare – afferma Riccardo Illy, Presidente Polo del Gusto e Amministratore delegato Domori –. Incantalia nasce proprio per diffondere la conoscenza dei brand del Polo del Gusto insieme ad altre marche che condividono gli stessi valori e lo stesso posizionamento”.

Dall’Italia al mondo

L’esercizio di Trieste non rimarrà isolato. Nel futuro prossimo di Incantalia, infatti, è prevista una prima fase espansiva in città italiane di medie dimensioni, oltre alle opportunità offerte dal traver retail. Senza dimenticare l’estero, dove Incantalia potrebbe avere un futuro anche nella veste di shop in shop. “Puntiamo a sviluppare la catena di Incantalia in altre città – conferma Illy –, non escludiamo quelle di grandi dimensioni, però lì diciamo che il bacino di utenza giustifica anche la presenza di un negozio monomarca, tant’è che Dammann è già presente sia a Milano che a Torino, Domori è presente a a Torino. Il bacino ideale per questo tipo di store è rappresentato dalle città di medie dimensioni, diciamo fra i 100 e i 300.000 abitanti. Trieste che è il primo negozio aperto e che sta andando molto bene: nell’ultimo anno le vendite sono cresciute di oltre il 20 per cento. Puntiamo a città che abbiano una presenza sia di di residenti, che possano quindi approvvigionarsi periodicamente da Incantalia, ma anche una presenza di turisti. Vorremmo aprirne qualche decina in in Italia, per mettere bene a punto il il modello. Contiamo anche di aprirne in luoghi di transito, come sia aeroporti che stazioni ferroviarie. Consolidata la presenza in in Italia, penseremo poi a svilupparci anche all’estero”.

Il negozio come esperienza

Per certi aspetti Incantalia rappresenta un laboratorio di retail: un luogo in cui la vendita torna a essere racconto, consulenza e costruzione del valore del brand.. L’assortimento è costruito attorno ai marchi del Polo del Gusto, accomunati da quelli che Riccardo Illy definisce i quattro pilastri della qualità dirompente”: prodotti unici, materie prime superiori, processi produttivi migliori e sostenibilità. L’offerta è completata da una selezione di brand affini, mentre l’esposizione valorizza la stagionalità e gli accessori che arricchiscono l’esperienza di consumo e di servizio. “Tra i nostri clienti tipo – aggiunge Elena Cipolat, Vice store manager Incantaliaci sono innanzitutto i clienti locali, che conoscono i prodotti, si affezionano al negozio e tornano con regolarità. Un’altra componente molto importante è rappresentata dai turisti, che spesso cercano un ricordo di qualità da portare con sé o da regalare”.

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