Tre persone sorridono, con confezioni di caffè 1895 Lavazza. Slow breakfast e rito del caffè.

Il rito della slow breakfast secondo 1895 Coffee Designers by Lavazza

Il brand che più sta contribuendo a rendere la cultura degli specialty coffee accessibile anche nel consumo quotidiano, racconta la propria idea di colazione lenta come ritualità contemporanea
Tre persone sorridono, con confezioni di caffè 1895 Lavazza. Slow breakfast e rito del caffè.

Da Breakfast a Breakslow. Solo un gioco di parole, che però racchiude una tendenza in
ascesa che assume i contorni di un vero rito collettivo. La slow breakfast sta infatti diventando lentamente un’abitudine, un rituale contemporaneo capace di mettere al
centro il tempo, la qualità e l’esperienza. Lo dimostra la scelta di grandi hotel e ristoranti
fine dining di aprire le proprie sale a chiunque desideri godere di questi momenti, proprio come accade da Horto, eccellenza green nel cuore di Milano.

Qui la colazione – firmata dal Resident Chef Alessandro Pinton e dal Pastry Chef Domenico Peragine – rappresenta oggi l’8,5% del fatturato. Durante la settimana, il servizio attrae principalmente una clientela business (circa il 70% dei coperti), mentre nel weekend prevale un pubblico italiano e internazionale, a conferma di un’esperienza premium sempre più riconosciuta e apprezzata. E proprio Horto è stata la location scelta da 1895 Coffee Designers by Lavazza per raccontare l’evoluzione di questo momento di consumo. Un racconto che vede protagonisti gli specialty coffee, simbolo di qualità e di tempi lunghi: quelli necessari per la selezione e la lavorazione del caffè, ma anche
quelli dedicati all’infusione.

Colazione in luoghi extra ordinari

Sì, perché il caffè è al centro di questo nuovo rito collettivo. Non più booster energetico
per affrontare ciò che di importante riserva il resto della giornata ma “totem, ovvero elemento sacro, di valore, attorno al quale ruota una ritualità contemporanea fatta di luoghi, cibo, emozioni e relazioni. E questo è ancora più vero proprio con l’ascesa degli specialty coffee, per molti veri e propri oggetti di culto”. A parlare del caffè in questi
termini è la sociologa dei consumi e della comunicazione Patrizia Martello, secondo la
cui analisi non siamo di fronte a una semplice moda passeggera, ma a una risposta
profonda ai ritmi frenetici della modernità e a un cambiamento di paradigma che investe
la nostra identità: “un fenomeno sociale e culturale prima ancora che un trend di
consumo”
.

Fondamentale in quest’ottica il luogo in cui si consuma questo rito: gli spazi della slow breakfast devono essere “straordinari”, nel senso di extra ordinari, spazi capaci di distinguersi dall’ordinarietà del bar, dove tradizionalmente il caffè viene consumato in velocità, espressione di un pensiero votato alla massima efficienza. “Si tratta di luoghi terzi, intermedi, dove si ricercano l’autenticità e il comfort emotivo tipico degli ambienti domestici, pur aprendosi alla socialità. Sono luoghi dove stare senza necessariamente fare e dove vivere l’esperienza trasformativa tipica del rituale: in questo caso, il tempo goduto per una colazione lenta che cambia lo status emotivo e l’intera giornata”.

Degustazione e coffelier

Durante l’incontro negli spazi di Horto, la Coffelier Stefania Zecchi ha presentato alcune
specialità firmate 1895 Coffee Designers by Lavazza: il Cocoa Reloaded, servito in tazza espresso e abbinato a un maritozzo; El Ronero in estrazione cold brew, proposto in calice da vino in accompagnamento a uova barzotte e carciofi; e infine lo stesso El Ronero preparato con la moka, servito in tazza da cappuccino insieme alla pastiera.

Una figura, quella del Coffelier, destinata a diventare sempre più centrale — almeno nei
contesti di alta cucina — ricalcando l’evoluzione già avvenuta per il sommelier. Già consolidata nei momenti di consumo più strutturati nei locali più evoluti, la figura del
Coffelier è destinata a trovare spazio crescente anche nella colazione. L’attenzione
tradizionalmente riservata ai menù del pranzo e della cena si sta infatti estendendo al
primo pasto della giornata, coinvolgendo in modo sempre più puntuale anche la
proposta di caffetteria. Oggi questo presidio è spesso affidato a personale di sala e
baristi appositamente formati, con competenze sempre più verticali sul caffè; tuttavia,
l’evoluzione del settore lascia intravedere un progressivo inserimento di figure
specializzate, in grado di portare anche a colazione lo stesso livello di cura e narrazione
già presente nel resto dell’esperienza gastronomica.

In questo scenario, i locali che puntano su una colazione lenta e di alto livello devono
necessariamente avvalersi di partner in grado di sostenere standard elevati. È il caso di
Horto che, grazie alla collaborazione con Lavazza, si configura come un esempio
coerente di ristorazione contemporanea attenta alla stagionalità e al valore
dell’esperienza
— intesa anche come sostenibilità dei ritmi di vita. Un contesto ideale
per interpretare il trend della slow breakfast attraverso una proposta che mette al centro
il tempo, la qualità e il piacere della condivisione.

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