| Classe | 2000 |
| Titolare o contitolare? | si |
| Esperienza nel settore | 1 anno |
| Web/social | IG: @federico_bombino |
| Segni particolari | Giovane panificatore con formazione in economia, lavora per trasformare il sapere artigianale di famiglia in un modello organizzato e replicabile |
| Progetti futuri | Completare la propria formazione, codificare il sapere artigiano del padre in un modello aziendale organizzato, sviluppare la presenza digitale dell’azienda |
| Motto | “Tradizione e metodo devono evolvere insieme per durare nel tempo” |
Federico Bombino è cresciuto nel panificio di famiglia, “pasticciando” fin da piccolo tra impasti e farine. Il suo percorso, però, non è stato lineare: inizialmente intraprende studi in ambito sanitario, per poi rendersi conto che la sua vocazione è altrove. Decide così di mettersi in gioco nell’attività di famiglia, con l’obiettivo non solo di continuare una tradizione, ma di farla evolvere.
Per questo sceglie di iscriversi a economia aziendale, con un’idea chiara: il panificio non deve essere solo un luogo di fatica, ma un’impresa strutturata. “Voglio unire l’eredità tecnica di mio padre a una gestione analitica – spiega – con l’intento di valorizzare il prodotto e renderlo sostenibile nel tempo”. Oggi è nel pieno del suo percorso formativo, ma all’interno dell’azienda ha già un ruolo attivo: si occupa della gestione logistica e partecipa alla produzione, con ampia libertà nelle sperimentazioni. “La cosa principale è imparare bene il mestiere”, sottolinea.
Il punto di forza dell’azienda resta il pane casereccio, tipico di San Severo, affiancato da pagnotte e pane di grano duro realizzati con farine locali pugliesi. Il casereccio, in particolare, è studiato per garantire fragranza e durabilità fino a tre giorni, grazie a un equilibrio preciso tra materie prime e metodo. Viene utilizzata una farina di tipo 00 con contenuto proteico bilanciato, mentre il cuore della lavorazione è il lievito di riporto quotidiano: una parte dell’impasto viene conservata e riutilizzata il giorno successivo insieme al lievito fresco, assicurando continuità e riconoscibilità al prodotto.
“Il lievito di riporto è il nostro strumento di identità”, rimarca Bombino, evidenziando come la tecnica tradizionale venga gestita con attenzione per garantire qualità costante, sia per il cliente finale sia per le forniture ad aziende. L’obiettivo è offrire un pane riconoscibile, capace di mantenere standard elevati nel tempo. Alla base del progetto di Bombino c’è un lavoro di codifica: trasformare il metodo artigianale tramandato dal padre in un sistema replicabile, efficiente e sostenibile. Un processo che passa anche dall’ottimizzazione della manodopera e dalla riduzione degli sprechi, sia al banco sia nelle forniture. Per Bombino, il futuro del panificio sta proprio qui: nel trovare un equilibrio tra memoria e innovazione, senza perdere autenticità.