Giuseppe Paterno, giovane talento del pane. Dolcesalato Power List 2026. Panificazione artigianale.

Giuseppe Paternò

Panificio L'arte del fornaio Carusotto_ Canicattì (AG)
Giuseppe Paterno, giovane talento del pane. Dolcesalato Power List 2026. Panificazione artigianale.
Classe1997
Titolare o contitolare?si
Esperienza nel settore13 anni
Web/social IG: @l_arte_del_fornaio_carusotto @giuseppe.pate
Segni particolariTradizione locale, innovazione del prodotto, perseveranza
Progetti futuriGiuseppe guarda al futuro con l’idea di ingrandimento e di un possibile shop online. La sua missione, tuttavia, resta sociale e pedagogica, per trasmettere ai giovani la bellezza di un mestiere faticoso ma gratificante, considerando quindi anche la carriera dell’insegnamento
Motto“Impastare non è solo un lavoro, ma l’espressione massima di un’identità che si rinnova ogni notte davanti al forno”

Per lui la panificazione non è stata una scelta immediata, ma un destino nato da una “punizione” trasformatasi in passione travolgente. Figlio d’arte da tre generazioni, Giuseppe Paternò ha iniziato a mettere le mani in pasta a quattordici anni quando il padre, per punirlo dello scarso impegno al liceo, lo mandò a lavorare nel forno di famiglia durante i turni notturni. Quello che doveva essere un correttivo si è rivelata inaspettatamente la sua strada: l’emozione di vedere una rivendita vuota riempirsi ogni giorno di prodotti creati da zero ha segnato l’inizio di un lungo percorso.

Oggi, a 29 anni, Giuseppe guida una realtà solida nata nel dicembre 2019, poco prima della sfida del lockdown, che ha superato con resilienza. Il suo percorso formativo non è passato per corsi pratici tradizionali, ma per una costante curiosità con un approccio autodidatta: rubando il mestiere con gli occhi” dai colleghi e documentandosi su testi specialistici.

La sua filosofia produttiva è profondamente radicata nel territorio siciliano. Giuseppe privilegia materie prime locali, utilizzando grani antichi come la Mallorca (un grano tenero integrale) e il Perciasacchi. Tuttavia, per rispondere al gusto della sua zona, Canicattì, ha creato un pane “signature” unico: un prodotto a base di semola rimacinata di grano duro che, grazie a una cottura prolungata di un’ora, sviluppa una crosta spessa e scura simile a un pane integrale. Il segreto del suo pane risiede nella gestione della lievitazione: “volevo un pane che fosse consistente, ma allo stesso tempo capace di sciogliersi in bocca”.

L’attività di Paternò non si ferma al pane tradizionale. La sua “follia creativa” lo porta a sperimentare costantemente, come dimostra lo sviluppo di basi pizza senza conservanti, nate dopo sei mesi di prove rigorose per offrire un prodotto genuino alternativo a quello industriale.

Un elemento distintivo della sua gestione, è l’uso strategico dei social media. Giuseppe considera la presenza digitale fondamentale per metterci la faccia e “certificare” il prodotto agli occhi del cliente. Sebbene oggi sia supportato da un’agenzia di marketing, rivendica l’originalità dei contenuti: “ogni video deve nascere da una mia idea per mantenere un’identità unica e non omologata”.

Con un team di sette persone tra laboratorio e vendita, Giuseppe guarda al futuro con l’idea di un possibile shop online, pur consapevole delle necessità logistiche che questo comporterebbe. La sua missione, tuttavia, resta anche sociale e pedagogica: trasmettere ai giovani la bellezza di un mestiere faticoso ma gratificante. Secondo Paternò, il lavoro manuale dell’artigiano è destinato a tornare protagonista, poiché capace di esprimere una vera identità e una voglia di fare che i lavori d’ufficio difficilmente riescono a eguagliare. Per lui, impastare non è solo un lavoro, ma l’espressione massima di un’identità che si rinnova ogni notte davanti al forno.

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