La pausa caffè, tra abitudini consolidate e nuove tendenze

In Italia il consumo di caffè rimane protagonista dei momenti di pausa e convivialità, con l’espresso a farla da padrone. Ma nuove proposte, che vengono (anche) dall’estero iniziano a farsi strada
La pausa caffè, tra abitudini consolidate e nuove tendenze

È chiaro che il caffè espresso rimane al centro delle preferenze degli italiani, come si evince da un’indagine condotta da Dolcesalato insieme a Doxa: il 45% degli intervistati dichiara una netta prevalenza di consumo durante le prime ore della giornata, ma l’espresso è una scelta che accompagna un po’ tutti i momenti di convivialità e pausa. I bar si affermano come il luogo per eccellenza dove bere un caffè, con un 75% schiacciante di persone che li sceglie, attestando l’importanza delle caffetterie come format che incontra le esigenze del cliente. Neanche l’inflazione è in grado di intaccare quest’abitudine: il 63% dei rispondenti afferma che continuerebbe a consumare caffè anche se aumentasse di 10-20 centesimi, motivandolo come un’abitudine/piacere ormai cementato. Solo il 4% spenderebbe però 60 centesimi o più per un caffè classificato specialty, nonostante il focus sulle materie prime e metodi di estrazione più lunghi e complessi. 

LE TENDENZE ITALIA

La pausa caffè si afferma come momento imprescindibile nelle giornate degli italiani, ma per quanto la predominanza dell’espresso rimanga indiscussa, iniziano ad affermarsi anche nuove tipologie di consumo e richieste da parte del consumatore. Il focus va sempre di più verso la qualità e la sostenibilità, sia da parte del cliente che non si accontenta più di un caffè che sa di “bruciato” sia da parte dei grandi brand che stanno implementando strategie di sostenibilità lungo tutta la filiera. Si apre il mercato per lo specialty e per diverse modalità di consumo (come il flat white, il cortado o il caffè in filtro) anche se per il momento rimangono ancora di nicchia, complice il prezzo più alto. Tra le mura domestiche, la moka viene soppiantata sempre di più dalle capsule, più comode, veloci e varie.

LE TENDENZE ALL’ESTERO

All’estero intanto si sta già andando verso un consumo di caffè da “Metaverso”: è questa la nuova strada del marketing, accanto a colori pop e fluo che attirano subito l’attenzione e a packaging sempre più irriverenti. Ma è anche l’inizio di un cambiamento in termini di sapori: accanto allo specialty coffee, complice TikTok, si moltiplicano le proposte di proffees, caffè proteici preparati aggiungendo il caffè a un frullato proteico già pronto, o miscelando il caffè con proteine in polvere di origine vegetale. In tutto il sud est asiatico, in particolare, il caffè al collagene è un vero e proprio oggetto di culto, con tanto di tutorial su impiego e benefici, disponibili su canali social come YouTube o Instagram.

L’ESPERTO

Andrea Cremone, barista professionista e formatore, approfondisce la parte educational legata al consumo del caffè, focalizzandosi sull’importanza di spiegare e conoscere a fondo metodologie di estrazione e preparazione. “Dobbiamo imparare a dare più valore al caffè: a partire dalla scelta del chicco – quindi l’attenzione alla provenienza – al metodo di lavorazione, ossia tempi e temperature di tostatura. In più conta il packaging. Da considerare anche tempi di macinatura e la preparazione del nostro caffè, nonché la manutenzione dell’apposita attrezzatura. Sembrano tutte cose banali, vero, ma troppo spesso, ancora oggi, sono sottovalutate da gran parte degli esercizi fuori casa”, spiega Cremone, che oltre all’attività di formazione ha da poco aperto un OPS… Coffee by Mistakes al Mercato Orientale di Genova.

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