Pnrr, un volano di crescita per le imprese del food

Il tessuto produttivo italiano è formato da piccole, medie e micro-imprese che, se vogliono crescere, devono sfruttare i fondi messi a disposizione dal Pnnr
Pnrr, un volano di crescita per le imprese del food

Il settore dell’alimentare italiano è, più di altri, costituito di medi, piccoli e piccolissimi imprenditori, molti dei quali artigiani, che operano su un segmento qualitativamente molto elevato. Purtroppo, però, le dimensioni ridotte delle aziende rendono difficoltoso l’accesso agli stanziamenti pubblici con il conseguente blocco della crescita. Ora potranno invertire questa tendenza sfruttando gli oltre 80 miliardi di euro, ossia un terzo dei fondi messi a disposizione con il Pnrr – Piano nazionale di ripresa e resilienza, stanziati per il comparto.

Il nostro Paese ha ricevuto 191,5 miliardi di euro (di cui 68,9 di sovvenzioni e 122,6 di prestiti), a cui bisogna aggiungere 30,6 miliardi di euro del Fondo nazionale complementare e altri 13 miliardi del Fondo React Eu, che porta il totale a 235,1 miliardi di euro da impiegare tra il 2021 e il 2026 attraverso l’attuazione del Pnrr.

CAMPI D’INTERVENTO

I fondi del Pnrr verranno indirizzati verso sei azioni prioritarie che vanno dalla digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo alla rivoluzione verde e transizione ecologica; dalle infrastrutture per una mobilità sostenibile all’istruzione e ricerca fino all’inclusione e coesione e alla salute.

Nodi cruciali del Piano sono la digitalizzazione e la green economy ambiti per i quali gli obiettivi europei al 2030 e 2050 sono molto ambiziosi e puntano a una progressiva e completa decarbonizzazione del sistema e a rafforzare l’adozione di soluzioni di economia circolare, per proteggere la natura e la biodiversità e garantire un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

SOSTENIBILITÀ E INVESTIMENTI

Da pochi mesi è attivo, sullo sportello di Invitalia, il portale dedicato agli investimenti sostenibili 4.0 per le filiere italiane.
Il piano prevede contributi in conto impianti a favore di programmi di inverdimenti proposti da pmi conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico.

A seconda della regione, Pnrr ha un occhio di riguardo verso il Sud Italia per limitare il gap tra le diverse zone, l’importo delle spese ammissibili sarà tra i 500 mila e i 3 milioni di euro.
Le regioni che potranno ambire al tetto massimo dei fondi sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Molise e Sardegna mentre si innalza a 1 milione di euro la soglia minima per il resto d’Italia.

Le spese coperte saranno quelle per macchinari, impianti e attrezzature (con soglie dal 60 al 35% per impianti di micro e piccola dimensione, e dal 50 al 25% per quelli di media dimensione), ma anche opere murarie, programmi informatici, acquisizione di certificazioni.

DEDICATO ALL’ENOGASTRONOMIA

Il Ministero delle politiche agricole e forestali ha istituito il “Fondo di parte capitale per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano”. Beneficiarie saranno le imprese di ristorazione con somministrazione, le pasticcerie e le gelaterie. La dotazione finanziaria prevista è di 56 milioni di euro, di cui 25 milioni per quest’anno e altri 31 per il 2023.

I contributi saranno a fondo perduto per il 70% (tetto massimo di 30 mila euro per impresa), per l’acquisto di macchinari professionali e altri beni strumentali, durevoli e innovativi.

I beneficiari delle sovvenzioni devono essere iscritti da almeno dieci anni al registro delle imprese o, aver acquistato, nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del decreto, prodotti Dop, Igp, Sqnp, Sqnz o prodotti biologici.
Per la ristorazione la quota stabilita è stata fissata al 25% degli acquisti totali, per la pasticceria e la gelateria al 5%.

© Riproduzione Riservata