Frappe romane d’autore

La versione di Marco Rinella della Pasticceria Cristalli di Zucchero di Roma

«A Roma i tipici dolci fritti per il carnevale si chiamano frappe. La loro tradizione risale addirittura agli antichi Romani che, in occasione dei Saturnali consumavano delle paste fritte nello strutto (la macellazione del maiale avveniva in questo periodo dell’anno) dolcificate con del miele. La tradizione dei dolci fritti prosegue nei mesi di febbraio e marzo il festeggiamento delle divinità pagane protettrici della fecondità rurale (antesignani del carnevale) durante questo periodo, infatti, si vendevano in strada le Frictilia frittelle cosparse di miele da offrire agli dèi vendute per strada da donne anziane. Il nome frappe sembra essere onomatopeico e sembra che derivi dal suono del dolce al momento dell’assaggio, talmente friabile da rompersi subito».

Ingredienti

5000 g › Farina forte

1500 g › Uova intere

500 g › Zucchero a velo

600 g › Burro

500 g › Vermouth

150 g › Rum

150 g › Sambuca

50 g › Sale

q.b. › Vaniglia, Cannella, Limone, Arancia

Procedimento

Formate un impasto liscio e sostenuto. Fate riposare in frigorifero per qualche ora, quindi stendetelo con la sfogliatrice a 0,8 mm. Tagliate delle forme di regolare grandezza e incidetele con due tagli centrali per favorire una cottura omogenea. Friggete le frappe in olio d’arachide in una friggitrice a 180°C. Per favorire la conservazione, essiccatele in forno tiepido. Servite spol­verando con zucchero a velo aromatizzato con vaniglia e cannella oppure cospargete di miele profumato con zest d’arancia.

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  • Una farina forte qua non serve proprio a nulla. Anzi… per una ottima friabilità serve piuttosto una farina debole (W120/W140).