Fabergé: uova imperiali

Preziosissime uova pasquali contenenti varie sorprese, racchiuse una dentro l’altra: sono le creazioni Fabergé realizzate per gli Zar di Russia

LA STORIA DEL MARCHIO

San Pietroburgo, 1842. Un accento sulla lettera finale del cognome segnò la nascita di uno dei più celebri marchi della gioielleria russa. Proprio in quell’anno, infatti, Gustav Faberge aprì a San Pietroburgo la sua azienda, battezzandola con un marchio che, grazie all’intonazione francese, potesse attirare l’attenzione dei nobili russi. E la Fabergé crebbe al punto da diventare la gioielleria di corte degli zar. Successe per merito del figlio di Gustav, Carl, al quale nel 1872 Alessandro III commissionò il primo prezioso uovo pasquale da offrire in dono alla zarina. Il gioielliere realizzò un guscio in smalto bianco opaco che si poteva aprire (come una matrioska) svelando un tuorlo in oro. Questo a sua volta conteneva una gallinella con all’interno una piccola corona imperiale, contenente infine un rubino a forma di uovo. Tale fu l’entusiasmo di Maria Fëdorovna, che lo zar incaricò la Fabergé di realizzare ogni anno le uova-gioiello, ciascuna delle quali doveva contenere una sorpresa. Carl produsse per la corte 52 capolavori di arte orafa, ognuno con caratteristiche diverse, ma utilizzando sempre materiali preziosi e avvalendosi dei migliori maestri gioiellieri. Nel 1900 la Fabergé partecipò alla prima Esposizione Mondiale di Parigi, dove ricevette una medaglia d’oro, e Carl fu nominato Cavaliere della Legione d’Onore, affermandosi così sul mercato mondiale dell’oreficeria.

UNA PERGOLA PER I GOLOSI

Tra le uova imperiali più eleganti, quella Pergola di rose fu donata nel 1907 alla zarina da Nicola II. Lo smalto verde chiaro traslucido ricopre un guscio avvolto da un graticcio di diamanti, e all’interno di ogni losanga si trova una rosa con foglie in smalto verde smeraldo su tralci in oro. Purtroppo, nei vari passaggi di proprietà, si è persa la sorpresa, che probabilmente era una collana di diamanti con medaglione recante un ritratto in miniatura. Per la Pasqua i pasticceri e cioccolatieri che desiderano proporre creazioni dolci originali e raffinatissime, possono ispirarsi a questo o ad altre splendide uova Fabergé più semplici. Le basi di cioccolato bianco da colorare per ottenere il fondo più adatto – per gli amanti del rosa è perfetto il cioccolato Ruby – possono essere decorate con piccoli elementi tridimensionali in pasta di zucchero. Ma anche con eleganti motivi tracciati in ghiaccia reale e in oro e ancora con cristalli di zucchero a simulare la preziosità dei diamanti.

DARIO HARTVIG

Dario Hartvig, della Pasticceria del Borgo a Carmagnola, è già all’opera da due anni con lavori di questo tipo. Realizza infatti copie completamente edibili in cioccolato, pasta zucchero, foglie d’oro e diamanti in isomalto, delle famose uova Fabergé. La sorpresa è solitamente la base, che viene impreziosita con un bracciale del tipo tennis in diamanti.

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