Giappone: un mondo fluttuante

Affascinante e misterioso. Il Giappone incanta gli artisti occidentali fin da quando, a metà dell’ottocento, furono riaperti i suoi porti dopo due lunghi secoli di volontario isolamento

IL GIAPPONISMO

A partire dagli anni ’60 dell’800, stampe e ceramiche provenienti dal Sol Levante cominciarono a giungere in Europa. Van Gogh, Gauguin, i pittori Nabis, Klimt, gli italiani De Nittis e Galileo Chini, solo per fare alcuni esempi, assimilarono profondamente quello stile essenziale e senza prospettiva, quei colori vivaci e piatti con sfondi indefiniti e sfumati, quei motivi tratti spesso dalla natura e quel gusto per il design che da allora non è mai passato di moda. È il fenomeno chiamato “giapponismo”. Tra le espressioni artistiche più ammirate vi erano le stampe dell’ukiyo-e (mondo fluttuante) di epoca Edo. Si tratta di immagini impresse su carta attraverso matrici in legno su cui si stendevano i colori naturali. I soggetti di queste stampe prodotte in un ampio numero di esemplari potevano essere figure umane, scene di vita urbana, paesaggi, fiori e animali. Gli artisti più famosi che si dedicarono all’ukiyo-e furono Hokusai (è sua la celebre Onda), Hiroshige e Utamaro. Utagawa Hiroshige predilesse le infinite espressioni della natura osservata dal vero, e il suo approccio non fu esente da un anelito alla contemplazione, tutto orientale.

DOLCE UKIYO·E

Il raffinatissimo stile giapponese può essere d’ispirazione per dolci decorati da presentare in occasioni speciali o per stupire nelle vetrine. Gli artigiani che hanno più dimestichezza con pennelli e colori alimentari, possono cimentarsi a dipingere le loro creazioni imitando i motivi più caratteristici dell’ukiyo-e. In particolare i tanti fiori colorati riprodotti sulle antiche stampe. In particolare può essere interessante esaminare le più diffuse serie per comporre le decorazioni sul dolce basandosi sullo stile orientale, in cui i vuoti prevalgono sui pieni, lo sfondo è chiaro, indefinito e con le estremità sfumate in un solo colore, in cui i soggetti non sono eccessivi ma sempre equilibrati. Ciò vale per le torte “dipinte” ma anche per il posizionamento delle decorazioni più classiche. Come i fiori tridimensionali. Dalle stampe ukiyo-e si possono inoltre trarre alcuni dettagli dal forte impatto decorativo. Si pensi alle meravigliose carpe oppure i pattern geometrici che caratterizzavano all’epoca i più eleganti e costosissimi kimono.

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