Ritratto di una pasticceria in fase 2

In questo contesto di doppia emergenza, sanitaria ed economica, tante cose non sono ancora chiare. Attendiamo di sapere quando avrà inizio la fase 2 e se già in questa secondo round, sarà concessa la riapertura delle pasticcerie

Consapevoli del fatto che gli italiani hanno voglia di tornare a una vita normale, ma che la ripresa sarà lenta, e che la popolazione non tornerà a frequentare i locali con disinvoltura, perché la paura è ancora tanta. Intanto possiamo fare insieme un esercizio, immaginarci come ci potrebbe apparire un negozio di pasticceria allineato ai futuribili termini di legge, e come debba essere “aggiustato” per infondere fiducia e sicurezza nel pubblico. Proviamo a tracciare uno scenario, tra prescrizioni e previsioni. 

INGRESSO

All’ingresso, già in vetrina (così come sul sito e sui social), dovremo trovare una serie di avvisi, che invitano i clienti a indossare le mascherine e rimanere distanti gli uni dagli altri di almeno 1 metro, in attesa del proprio turno, prima di entrare nel locale. Se non si dispone di 2 porte, una da destinare all’entrata e l’altra all’uscita, la porta andrà sempre mantenuta sgombra. Negli stessi avvisi dovranno essere indicati i dispositivi di protezione personale indossati dal personale, le procedure e i prèsidi per la disinfezione dei locali. Nei casi di forte affluenza sarebbe efficace prevedere una figura che possa smistare i clienti in base alle richieste, comunicando se ci sono tavoli liberi e tempi d’attesa per l’asporto. Sempre in vetrina può essere esposto un qr code per la visualizzazione dei prodotti alla vendita, da scegliere e pagare in anticipo.

SERVIZIO AL BANCO

Al banco dovranno essere applicati degli schermi in plexiglass per garantire l’incontaminazione reciproca tra personale e clienti. Al banco lo staff riceverà gli ordini per l’asporto, ma non potrà servire caffè o colazioni. Anche il personale dietro al bancone non potrà eccedere un certo numero, di conseguenza la quantità delle persone da servire dovrà sempre essere proporzionato. Immaginiamo anche che ci potrà essere una fascia oraria dedicata ai ritiri dei preordini, ovviamente già saldati on-line.

TAVOLI PER LA SOMMINISTRAZIONE

I tavoli dovranno essere distanziati di almeno 1 metro. O forse 2.  E forse ci vorrà 1 metro anche tra i commensali dello stesso tavolo.  I clienti al tavolo, ovviamente, non potranno indossare le mascherine, per riuscire a consumare ciò che ordinano. Questa condizione, per logica, indurrebbe a separare lo spazio di consumo ai tavoli da quello di acquisto al bancone, dove tutti indossano la mascherina. Magari con dei fascinosi e duttili separé.

Lo staff dovrà servire con guanti e mascherina, sempre che tali présidi siano presto disponibili in abbondanza per tutti, se è vero che devono essere cambiati una volta al giorno. Per alleggerire “l’effetto chirurgico” del servizio, via libera alla fantasia: un’idea potrebbe essere quella di abbellire i guanti di lattice con dei pizzi al polso o dipingere un sorriso sulla mascherina con i colori alimentari.

MENU

In un contesto come questo, sarebbe fuori luogo porgere menu cartacei ai clienti, che passano di mano in mano. Sarà più opportuno esporre i menù alle pareti, oppure, come soluzione più tech, appoggiare sul tavolo un qr code che il cliente può inquadrare con il suo telefono per consultare i menù.

CASSA

Anche in questa postazione deve essere previsto un pannello protettivo e una finestra per il passaggio del denaro contante, da toccare esclusivamente con i guanti. Verranno prediletti i pagamenti con carte, bancomat e ancor di più servizi cardless. In sala i conti dovranno essere rigorosamente saldati al tavolo. 

SERVIZI

Nei bagni dovranno essere disponibili saponi liquidi e presidi disinfettanti, ma anche tovagliette usa e getta o asciugamani ad aria. Importante avere finestre o purificatori d’aria.

La storia insegna che anche nelle situazioni di forte crisi, sono insite delle opportunità. Il periodo pre-vaccino Covid-19 che ci apprestiamo a vivere, innesterà nuovi comportamenti di consumo e quindi nuove modalità di vendita, di organizzazione del personale, del lavoro e dell’offerta. Nuovi modi di produrre e proporre che forse si consolideranno, perché più efficaci e profittevoli.

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