Ofelé, la meta del brunch

Un piccolo spicchio di atmosfera famigliare dove il piatto forte sono i pancake in versione dolce e salata. Un locale arredato con gusto, diventato punto di riferimento per il brunch domenicale dei milanesi: ecco Ofelé

LA PROPOSTA

Specializzazione è la parola chiave per emergere nel panorama gastronomico milanese. Lo sa bene Stefania Teretti, mente, cuore e braccia – con la mamma Grazia – di Ofelé, piccola bakery che punta tutto, o comunque moltissimo, sui pancake. Nel 2014, quando l’avventura di Ofelé è iniziata, Milano era un’altra città. Nella metropoli pre-Expo il mordi e fuggi caratterizzava ancora buona parte dell’offerta food. Ma ora che distinguersi è sempre più complesso, aver anticipato il trend è un punto di forza che fa la differenza. Sito in via Savona, a due passi dai Navigli, Ofelé può infatti contare su una clientela affezionata, su un’atmosfera familiare, e soprattutto su un’idea.

IL BRUNCH

Da Ofelé si va per colazione, pranzo e cena, ma soprattutto per il brunch del fine settimana, per il quale è diventato un punto di riferimento. Merito di un menu ricco e artigianale. Ma soprattutto merito dei suoi pancake. «Come è nata l’Idea di Ofelé? «Viaggiando – ci spiega Stefania –. In giro per il mondo incontravamo posticini accoglienti, che non ti mettevano l’ansia di consumare, un’atmosfera che a Milano ancora non si respirava. Sui pancake abbiamo puntato fin da subito. Volevamo fare solo cose che piacessero anche a noi e all’estero il primo piatto che cercavamo sempre erano, appunto, i pancake, che a Milano allora non si trovavano e certamente non in versione salata». Ancora oggi, in effetti, quella dei pancake resta per molti solo una delle proposte in menu. Ma da Ofelé si fa ricerca, si sperimenta e si azzarda. Così in menu si trovano piatti come pancake pollo&curry, salsiccia e friarielli o quello al nero di seppia con crema di noci e polpo. Ma a variare sono anche gli ingredienti principali: farina e latte.

COSA RACCONTA STEFANIA

Come nasce l’idea di provare farine diverse?
Dagli input che ci hanno dato i nostri clienti. Per questioni di gusto o di scelte alimentari ci hanno fatto capire che provare impasti diversi sarebbe stato interessante e allora abbiamo iniziato a sperimentare. A oggi usiamo farina 00, di grano saraceno, di ceci, di riso, di mais e universale senza glutine, anche se restano tutti prodotti non adatti ai celiaci perché non abbiamo due laboratori separati.

E come alternative al latte?
Usiamo bevande di soia, avena, ma anche un latte senza lattosio.

Le difficoltà principali incontrate?
Azzeccare le proporzioni per ottenere impasti della giusta consistenza. L’unica soluzione è stata sperimentare fino a trovare il corretto equilibrio.

Quali altri ingredienti rientrano nella preparazione?
Di base uova e un mix secco di farina, lievito, bicarbonato e zucchero. Poi giochiamo con spezie ed erbe.

Ad esempio?
Usiamo curcuma, curry, barbabietola, spinaci, nero di seppia, erbette che danno all’impasto non solo un gusto particolare ma anche un bellissimo colore: fucsia, verde, arancione…

C’è anche la possibilità di personalizzare il proprio piatto?
Sì, perché i pancake vengono fatti al momento, quindi possiamo introdurre ogni variante richiesta, come ad esempio per il pancake vegano.

Azzardate anche nella forma?
Sì, per l’aperitivo proponiamo un tagliere di mini pancake misti, veri e propri amuse bouche da assaggiare con un bicchiere di vino.

Quanti coperti fate al giorno?
In settimana c’è il picco in pausa pranzo con 20/30 coperti, mentre nel week end arriviamo ad averne fino a 80/90 nell’arco della giornata.

Tutto questo in una cucina con che dimensioni?
Nove metri quadri, il minimo indispensabile! Nella stessa cucina prepariamo anche servizi di catering…

Avete strumenti particolari?
No. Ovviamente forno e fuochi sono professionali, anche se l’estetica è quella casalinga, ma non abbiamo molto altro, a parte le piastre per i pancake: sono antiaderenti e questo ci permette di non usare nella preparazione burro o olio.

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