La storia di Grazia Mazzali

“La farina è stata uno dei miei primi giochi. Sono nata e cresciuta in laboratorio, guardando mio padre Alfio che lavorava e la mamma Cesira che, come fa ancora oggi, sovrintendeva a tutte le questioni amministrative e tecniche del negozio. Il fascino della pasticceria e della panificazione non mi ha mai lasciata, anche quando ho pensato di uscire dall’impresa di famiglia per dedicarmi all’insegnamento.

La storia della Pasticceria Mazzali hanno iniziato a scriverla papà Alfio e mamma Cesira nel 1957,quando con intuito e un pizzico di follia decisero di aprire un panificio pasticceria in un momento in cui le persone il pane non potevano permetterselo e al massimo se lo facevano in casa. Eppure quel negozietto di 10 metri quadrati tra laboratorio e punto vendita in pieno centro a Governolo fu il punto di partenza per ciò che siamo oggi. Per ciò che io sono oggi. Mio padre è sempre stato un tenace sognatore, un innovatore che non temeva di sfidare il buon senso. Nel 1957, complice la posizione strategica vicina al cinema del paese, lanciò la pizza in mano: pizzette da 15 centimetri che la domenica sfornava quasi a ciclo continuo e che andavano a ruba. Poi lanciò le paste da colazione.

Grazie alle sue idee originali e alla qualità dei prodotti che proponeva, i clienti aumentarono velocemente e quel piccolo punto vendita non era più sufficiente per soddisfare le richieste di tutti, così nel 1966 si trasferirono in questo locale che, allora, era pasticceria, caffetteria, gelateria e pizzeria con forno a legna e circa 170 posti a sedere. Il laboratorio e il negozio sono sempre stati la mia seconda casa, e a volte anche la prima. Nel 1990 venne a mancare mio padre e io presi le redini del locale. Da quel giorno per me sono iniziati anni di studio, ricerca, sperimentazione e lavoro senza alzare gli occhi dal banco.

Perfezionarmi, per me, è sempre stata una molla importante nella vita e nel lavoro. Ho frequentato i corsi di Cast Alimenti e seguito gli insegnamenti di grandi uomini e pasticceri come Mauro Morandin, Luigi Biasetto, Achille Zoia. Da ognuno ho preso qualcosa: da chi il rigore nel lavoro, da altri la passione per il lievito madre. Zoia e Morandin sono i cupidi che mi hanno fatta innamorare della lievitazione naturale. Un amore che dura da 15 anni e che non tende a esaurirsi, ma al contrario cresce, animato dalla mia voglia di capire e sperimentare. Tutte le creazioni lievitate della mia pasticceria sono fatte con la madre che mi donò al tempo Morandin e che uso sia per il dolce sia per il salato”.

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#DolceIcona – “Pepita del Po”

Un lievitato speciale che intrappola i profumi e i sapori di un territorio tanto ricco di tradizione e storia. La Pepita del Po è un lievitato salato con tartufo Bianchetto delle golene del Grande Fiume nato dalla tenacia di Grazia Mazzali. «Sei anni fa, durante un aperitivo, abbiamo buttato sul tavolo un’idea: facciamo qualcosa con il nostro tartufo delle golene del Po. Quell’idea mi ha ronzato in testa per dei mesi. Un po’ per sfida, un po’ per gioco mi sono buttata nella creazione di questo prodotto che è la sintesi della mia terra e della mia voglia di ricerca e sperimentazione».

Inviaci anche tu la tua storia e quella del tuo Dolce icona.

Ricetta Greca di Grazia Mazzali

Torta Margherita di Grazia Mazzali

Bora Bora di Grazia Mazzali

Crostini Integrali al Salmone

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