Andrea Dopico Cafarelli, dal Venezuela con dolcezza

Classe 1991, la venezuelana Andrea Dopico Cafarelli è stata inserita nella classe under 30 per le arti di Forbes Europa, dove compaiono i 30 giovani più influenti del momento

Nella classe dei più influenti 30 under 30 nel settore delle arti europee, che Forbes ha stilato per il 2017, a fianco di artisti, fotografi, designer e chef, c’è anche lei: la ventiseienne Andrea Dopico Cafarelli, Pastry Chef al 2 stelle Michelin Moments di Barcellona.

Recentemente apparsa ad Identità Golose di Milano, in veste di rappresentante per Valrhona, la giovanissima Andrea sta rapidamente scalando le vette dell’eccellenza pasticcera, con grinta, carisma e l’immancabile sorriso che trasmette tutta la sua passione.

Trasferitasi a Madrid per intraprendere gli studi di pubblicità, dopo poco più di un anno Andrea è costretta a rientrare a Caracas per motivi personali, e lì realizza che il suo cuore sta andando in un’altra direzione e che il suo percorso professionale deve cambiare rotta e virare verso la pasticceria. Si sposta allora a Vancouver per studiare al Pacific Institute of Culinary Arts e da allora, come ci ha raccontato, ha vissuto i suoi anni migliori.

Nell’intervista che segue abbiamo cercato di scoprire qualcosa in più su quest’affascinante new entry del panorama della pasticceria internazionale.

Quale credi che sia la principale ragione della tua nomination nella classe under 30 di Forbes per le arti, e quanto è importante per te questo riconoscimento?
Questa è una di quelle cose che non avrei mai pensato mi potessero accadere e, dal momento che non lo avevo mai pensato né, tantomeno, pianificato, la sorpresa è stata ancora più speciale. Come qualunque altro riconoscimento, è molto importante per me, ma si tratta solo del risultato del lavoro di ogni giorno. Il mio più grande obiettivo è soddisfare i gusti dei nostri ospiti, imparare cose nuove e continuare a migliorare.

Chi è stato nella tua vita professionale il tuo più grande maestro, e qual è la cosa più importante che ti ha insegnato?
Sono quella che sono grazie alle persone che sono state parte del mio percorso fin dall’inizio. Il mio più grande mentore è stato Carlos Garcia (Ristorante Alto a Caracas), perché è una persona che ammiro sia dal punto di vista professionale che personale: sempre positivo e pronto alla sfida successiva, la sua cucina celebra la bellezza della nostra nazione, e i suoi piatti sono un’espressione di divertimento e amore.

Al Moments di Barcellona, come lavori con Chef Carme Ruscalleda nella costruzione dei menù degustazione? Come leghi il dessert al resto delle portate?
Credo che sia importante prima di tutto capire e rispettare la filosofia dello/a chef con cui si lavora, senza perdere la propria essenza. Con Carme abbiamo fatto un bellissimo percorso, nel quale ho scoperto me stessa, seguendo lei passo a passo. Il menù degustazione è basato su una collaborazione costante ed è una sinergia. Penso che sia importante che i dessert siano leggeri, anche se sono dolci, perché vengono dopo le 8/9 portate del menù degustazione. Entrambe concordiamo sull’utilizzo dello zucchero: meno è, meglio è, e amiamo trovare picchi di sapore nei dessert.

Che cos’hai importato dal Venezuela nei tuoi dessert?
I sapori del Venezuela sono i miei riferimenti inconsci, perché sono quelli con cui sono cresciuta. Continuano a venire fuori nei miei dolci senza quasi che me ne renda conto, ma è stato divertente osservare quanto anche gli ingredienti catalani stiano entrando a far parte di me, come fossero i miei.

Quanto tempo dedichi in media, alla ricerca e sperimentazione di nuove ricette?
Più o meno 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno.

Scopri qui la ricetta di “Maresme”

"Essence"

 

Di Marianna Zarini

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