Glutine: ecco perché i Millennials tirano la volata

I prodotti gluten-free incontrano sempre di più lo stile di vita e la filosofia di consumo contemporanei

Sono loro, i Millennials, i nati fra il 1980 e il 2000, i principali responsabili del buon andamento dei prodotti gluten-free. Una nuova ricerca realizzata per Almondy, marchio svedese di prodotti da forno senza glutine, evidenzia come il 40% dei 18-34enni scelga prodotti privi di glutine, contro il 33% medio del totale consumatori. Le ragioni di questo comportamento di acquisto sono soprattutto due: uno stile di vita sano o il desiderio di perdere peso. L’etichetta gluten-free, infatti, ha una valenza positiva, tanto che, il 20% del campione intervistato si dice più propenso a ordinare un dolce se è priva di glutine, rispetto a uno normale.

Ma non è tutto: “Dalla nostra indagine emerge che il 75% dei consumatori hanno comprato un prodotto senza glutine negli ultimi dodici mesi”, aggiunge Andrew Ely, direttore generale di Almondy.  I Millennials, in particolare, attirano l’attenzione delle aziende anche per il fatto che sono il gruppo demografico che più spesso consuma i pasti fuori casa e, dunque, ha particolare bisogno di alternative che soddisfino la propria filosofia alimentare.

L’istituto di ricerca britannico Technavio (www.technavio.com) aggiunge che il comparto dei prodotti gluten-free dovrebbe crescere al ritmo di circa il 6% l’anno entro il 2019. “I prodotti da forno senza glutine sono passati dall’essere considerati un prodotto medicale per le persone intolleranti al glutine a uno stile di vita”, sintetizza Brijesh Kumar Choubey, analista specializzato nel settore alimentare. L’innovazione di prodotto contribuirà a trainare il fenomeno, grazie soprattutto al segmento “prodotti da forno”. Nel 2014, rappresentava il 64% delle quote del gluten-free e adesso è destinato a un incremento del 7% annuo, superiore alla media del mercato. Secondo gli esperti, le ragioni del buon andamento del settore sono tre. La prima ha a che fare con il tema del benessere: le persone, celiache e non, associano al concetto di cibi privi di glutine la percezione di una maggiore quantità di energia nelle proprie giornate, oltre ai già nominati vantaggi per la perdita di peso. Il secondo trend riguarda il marketing: aziende come Heinz, per esempio, hanno lanciato campagne a sostegno di pasta e condimenti senza glutine, impattando positivamente sulla domanda. La terza variabile, infine ha a che fare con i Millennials: il 32% si dice disposto a pagare un prezzo premium per prodotti senza glutine e il dato sale addirittura al 38% nel caso della Generazione Z, cioè i post-Millennials. Insomma: avanti c’è business.

di Stefania Medetti

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