Come si comunica nel food?

di Andrea Guzzo – www.studioimagine.net

La prima regola di una buona comunicazione è che si parli di ciò che si vuole comunicare.
Questo vale in senso generale o in casi specifici come nel mondo dello spettacolo o della politica,
che poi non sono così diversi.
In ambito aziendale invece le cose cambiano.
Se da un lato vale sempre il concetto che “se non comunichi non esisti”, dall’altro diventa
fondamentale che la comunicazione sia positiva e memorabile, che sia in grado di catturate
l’attenzione e di raggiungere le aree sensibili della mente umana.
Vi sembra una cosa facile?
Tutt’altro, sebbene il più grande successo solitamente si ottiene con soluzioni semplici.
La mente umana, in genere, è più incline a ricordare e ad affezionarsi a concetti elementari, ma al
tempo stesso geniali al punto da diventare un’ovvietà.
Tutti noi siamo alla continua ricerca di emozione, di condivisione, di un’esperienza collettiva e
autentica. La comunicazione aziendale deve soddisfare questi bisogni.
Le abitudini, le aspettative e le esigenze delle persone cambiano, si evolvono sempre più
velocemente. Se vogliamo incontrarle dobbiamo mettere in atto strategie di comunicazione
altrettanto evolute e al passo con i tempi.

Come si comunica in ambito food?
Dobbiamo innanzi tutto adeguarci alle culture.
Il nostro Paese, l’Italia, è da sempre l’immagine del “mangiar bene”.
Per gli italiani il cibo è già sinonimo di quei concetti di cui abbiamo parlato: emozione,
condivisione, esperienza collettiva. Le persone hanno una voglia sfrenata di scoprire nuove
emozioni di gusto, sapori e profumi e di condividerle con gli altri, quasi per “farsi belli e bravi” nel
aver trovato una nuova “perla” in quell’incredibile varietà di piatti e di ricette diverse per ogni
comune, provincia, regione. Il terreno è quindi facile per la comunicazione, pronto e incline alla
condivisione.

Quando dire e quanto far vedere?
In generale, tutti lo sanno, vale più un’immagine di tante parole, specie se curiosa, invitante e
dinamica. Nel mondo del food ancora di più. Alla foto di un prodotto o di un piatto vengono
affidati i primi importanti compiti della comunicazione, l’attrazione e un’insieme di emozioni. Deve
essere in grado di far percepire e stimolare, attraverso il senso della vista, anche gli altri sensi in
gioco, il gusto e il profumo.

photo stillenzio

photo stillenzio

Per questo motivo ci si affida a fotografi e videomaker professionisti e specializzati in questo
settore. Le parole che si aggiungono possono “affondare il colpo”, se si colgono quelle sensazioni
e si amplificano con descrizioni pertinenti, idee, stimoli, suggerimenti, … qualcosa di utile,
rassicurante e sorprendente per chi legge. La presentazione di un prodotto diventa così una
scoperta, un viaggio nella cultura gastronomica italiana e il viaggiatore ha voglia di sapere se sta
scoprendo sapori antichi, prodotti genuini, piatti innovativi ispirati alla tradizione, ecc.
Qualche consiglio per essere creativi nel food?
Quando comunicate lasciate libere quelle emozioni che hanno portato alla vostra creazione e
cercate di trasmetterle. Non dimenticate mai a chi vi state rivolgendo: alla massa, a un pubblico
attento alla genuinità, ricercato e raffinato, che ama le tradizioni? Comunicate al vostro pubblico
quello che sta cercando, rispondete alle esigenze e sorprendetelo un po’, sempre!
Utilizzate i social network con costanza e grande consapevolezza. Sono strumenti potenti e
importanti e per questo mai da sottovalutare o utilizzare con leggerezza. Fate un corso, cercate di
capirli a fondo prima di utilizzarli, affidatevi a buoni professionisti, ma di questo approfondiremo
un’altra volta.
Se vi fate aiutare da esperti della comunicazione, cercate di trasmettere a loro tutto quello che
provate e che sapete sui vostri clienti. Saranno informazioni utilissime e fondamentali per studiare
e improntare strategie di comunicazioni veramente efficaci.
Buon lavoro, buona creatività e… buona comunicazione!

foto: Kostik Gloomer – www.stillenzio.com

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