Nuovi modi di dire muffin

Muffin e cupcake rappresentano una soluzione per aumentare i margini rispetto ai croissant

Da servire a merenda, con una fumante tazza di tè, o a colazione, accompagnati da caffè o cappuccino, i muffin e i cupcake sono richiestissimi anche in occasione di feste e piccole cerimonie, soprattutto quelle dedicate ai bambini come battesimi, comunioni e compleanni. Ma l’aspetto più interessante di questi dolcetti è l’elevata marginalità che producono. Secondo Corrado Carosi, della pasticceria GiuBea di Sarzana, «Se una brioche si vende spesso a non più di 1 euro, un muffin lo si può proporre anche a prezzi superiori, fino a 3,50 euro. L’importante è proporre una vasta scelta di farciture, anche insolite e ricercate, vestite con eleganza e decorate con gusto».

L’occhio vuole la sua parte

«Non sottovalutate la decorazione» ricorda Corrado Carosi. «Io preferisco optare per scelte raffinate ed eleganti, anche se non manca chi mi richiede decorazioni ad hoc per feste particolari. Un esempio? I festeggiamenti per la vittoria della Juve al campionato. In generale, però, la decorazione deve richiamare la farcitura del dolce. Il decoro è un aspetto estremamente importante, che incide poco sui costi di produzione. Un’altra regola base è che il prodotto sia ben proporzionato: di norma l’altezza è di circa 6 cm e il peso varia dai 70 ai 110 grammi».

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