Leemann: uno chef naturale al 100%

Pietro Leemann e la cucina naturale: matrimonio riuscito

In questo nostro percorso nel mondo della cucina naturale, vegetariana e vegana, non potevamo non dare voce a uno chef emblematico in questo campo: Pietro Leeman, patron del ristorante Joia di Milano, appassionato portavoce di questi temi nella cucina di casa nostra. Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione di Taste of Tohoku, un progetto che si propone di dare voce a una regione del Giappone, assai bella, ma poco conosciuta, colpita nel 2011 dal terremoto, dallo tsunami e da un disastro nucleare. Durante l’evento, Leemann, dopo aver dichiarato il suo amore per il Giappone, dove ha anche vissuto, ha ricordato come la cucina nipponica risenta dell’influenza della filosofia zen e dei dettami della cucina vegetariana. «Oggi noi dobbiamo difenderci dall’eccessiva industrializzazione della gastronomia e la cultura culinaria giapponese, con il suo legame ad antiche tradizioni, può aiutarci a sostenere questa battaglia. Nel contesto attuale è la migliore proposta gastronomica: lo chef giapponese è come un monaco che persegue una missione. Noi occidentali conosciamo una crisi identitaria, dobbiamo decidere quale strada imboccare: accelerare sulla via dell’industrializzazione o ritornare alla natura?».

E il ritorno alla natura è sicuramente la scelta che Leemann fa in ogni sua creazione. Ne sono mirabili esempi le ricette che ha ideato in occasione della presentazione della nuova linea di mieli monoflora “Noi Apicoltori” Mielizia, brand di Conapi. Tre piatti straordinari per un menù a tutto miele: “Il lato dolce del buono”, “To Bee or not to Bee” e “Un miele al giorno toglie il medico di torno” (le ricette nei prossimi post…). In questa occasione lo chef ha ricordato l’importanza di entrare in sintonia con la natura. «Il miele è un prodotto sublime, è un dolcificante nobile, che zucchera in modo naturale e sottile. È versatile, termosolubile, adatto alla preparazione di piatti che giocano con il dolce e il salato. Interessante è poi l’uso mediorientale di assaggiarne un cucchiaio e poi bere una bevanda calda».

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