Quo Vadis Pizze? Verso gusto e qualità

Quo Vadis, Pizze… ? è l’evento che si è svolto il 16 aprile all’interno dell’Agorà Orsi Coppini, fortemente voluto dal gruppo Agugiaro&Figna, che con il brand Le 5 Stagioni si è distinto ancora una volta per aver organizzato un “fuori salone della pizza” dalle sfumature divertenti e insolite. Capita così che uno spettacolo come quello di “Cucinaramingo”, che racconti di cibo e pizza, viaggiando virtualmente dalla Grecia Classica fino ai nostri giorni riesca a incuriosire e divertire una platea seduta attorno ai tavoli scatenando applausi improvvisi e scroscianti, o che un gruppo di tre giovani musicisti parmensi con le loro note swing riesca, complice il fiume di ottime bollicine, a far perdere quell’aria austera anche il più serioso imprenditore in giacca e cravatta.

Si sono incontrati, all’evento firmato Le 5 Stagioni, giornalisti, stampa locale e non, importanti industriali e imprenditori legati al mondo della pizza e non solo, ma anche rappresentati delle istituzioni che hanno voluto prender parte a quella che non è stata solo una tavola rotonda, ma molto di più. Un palco per sette volti, noti ai più, che fuori dalle righe si sono interrogati sul futuro della pizza, per chiedersi, così come suggerito dal nome dell’evento, dove sta andando la pizza? A moderare il dibattito il bravo Oscar Cavallera, direttore corsi di Bar University e presidente MK Consulting, più energico e frizzante che mai, che ha reso la discussione molto più vivace di un prestabilito passaggio di microfoni.

Franco Costa, direttore di Costa group, ha parlato di un ritorno al passato con la tendenza a locali dal gusto vintage e nostalgicamente un po’ retrò; Riccardo Agugiaro, export manager del brand Le 5 Stagioni, si è affermato come fautore dell’innovazione e del progresso, grazie al quale una produzione di farine e semilavorati non può che migliorare, soprattutto in termini di qualità (esattamente come avviene grazie al centro di ricerca&sviluppo che il gruppo Agugiaro&Figna vanta nella sede di Padova), per cui l’importante è riuscire a mantenere e aumentare la qualità anche su larga scala. Punto di vista, ovviamente, non del tutto condiviso da Antonio Pace, che in qualità di presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, non può che sottolineare l’attaccamento, ma ancor di più il rispetto della tradizione, per cui l’importante è continuare a crescere non distaccandosi mai da quest’ultima.

La serata, non poteva non concludersi con una degustazione di pizza, preparata dai tecnici Le 5 Stagioni: dall’intramontabile margherita a proposte molto originali: crema di pistacchi e culatello; noci, miele e speck, o la più partenopea “friarelli e  sasizza”. E davanti una pizza fumante e ben fatta erano tutti d’accordo: il futuro della pizza è solo uno, qualità e gusto.

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