Arte bianca tra passato e futuro

Una ricerca commissionata da Siab e condotta da Swg in collaborazione con la Federazione Italiana Panificatori per definire lo stato dell’arte bianca e individuare nuove strategie di business. I risultati saranno presentati il prossimo ottobre

Come è cambiato il consumo di pane e prodotti da forno negli ultimi anni? E come – di conseguenza – il forno si è evoluto passando da semplice attività produttiva a vero e proprio luogo di consumo? Queste e altre domande sul mondo dell’arte bianca troveranno risposta il prossimo ottobre, quando verrà presentata la ricerca voluta da Veronafiere (Siab) e nata dalla collaborazione tra la Fippa e l’istituto di ricerca Swg. L’analisi, unica nel suo genere per metodologia, esaustività e tipologia di argomenti affrontati, è stata commissionata per poter “disegnare” la mappa più aggiornata del mondo della panificazione, e fornire in questo modo nuove chiavi di lettura per lo sviluppo di un mercato dalle grandi potenzialità.

«Mai come oggi il mercato in generale – e la panificazione in particolare – ha subito contemporaneamente situazioni di cambiamento e di crisi come quelle attuali» ha affermato Francesco La Sorsa, presidente della Federazione Italiana Panificatori. «Al rapido cambiamento negli stili di vita e di consumo si è aggiunta la certezza che, comunque vadano le cose, il mercato non sarà mai più quello di prima. Ciò ci spinge a una profonda analisi di ciò che sta accadendo, nella necessità di individuare esattamente nuovi trend di mercato, nuove opportunità nonché tutti gli elementi indispensabili a gestire positivamente il cambiamento anziché subirlo. Per la prima volta un’indagine si propone quale analisi di tutta la filiera della panificazione, dai produttori di materie prime, macchine ed impianti ai panificatori ed ai consumatori poiché non è più pensabile poter affrontare il domani in un’ottica puramente settoriale».

La presentazione della ricerca il prossimo autunno sarà preludio all’edizione 2013 del Salone dell’arte bianca di Verona. Siab si pone infatti, per l’anno venturo, l’obiettivo di tradurre in proposte concrete gli elementi di innovazione che scaturiranno dall’indagine e dal confronto che ne seguirà. La manifestazione non sarà perciò una mera vetrina fieristica bensì la rappresentazione ‘in vivo’ di quanto consumatori, panificatori e produttori si aspettano per il futuro prossimo venturo, fa sapere Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere: «Grazie a Siab, Veronafiere conferma la leadership che il proprio quartiere fieristico esprime nel comparto agroalimentare. La ricerca Siab-Fippa-Swg si inserisce perfettamente nella filosofia del nostro ente che intende fornire agli operatori non solo momenti di esposizione, ma di informazione e di formazione. Siab, pertanto, non deve essere vissuto unicamente come punto di incontro tra domanda e offerta del mondo dell’arte bianca,ma come punto di conoscenza e di sviluppo di strategie commerciali». M. Notti

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